Atelier dei Libri: Sei stelle
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lunedì 8 ottobre 2012

Recensione Il Cavaliere d'inverno di Paullina Simons

Qualche tempo fa la mia dolce amica Cristina mi parlò della superba serie di Paullina Simons, elogiandola con così tanto entusiasmo da convincermi a leggerla. Grazie a un suo generoso regalo sono entrata in possesso dell'intera trilogia epica e romantica di cui Il Cavaliere d'inverno è il primo libro (Tatiana e Alexander e Il giardino D'estate sono i successivi) e, com'era prevedibile dalle meravigliose premesse, me ne sono innamorata.
Sei sono le stelle che io do' a questo romanzo che ha posseduto il mio cuore tenendolo stretto in una morsa salda. Sei stelle su una scala di cinque, perché tutti possiate capire quanto io l'abbia amato. 


Titolo: Il Cavaliere d'inverno  (The bronze horseman #1)
Traduttori: Fochi L., Del Moro F.
Anno prima edizione: 2003
Autore: Paullina Simons 
Collana: Bur narrativa
Numero Pagine: 700
Editore: Rizzoli
Prezzo: 10,90 €
Il mio voto


Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.


La mia recensione


Il Cavaliere d'Inverno è una pietra miliare della letteratura romance e storica, un romanzo straziante e unico che riesce a incatenarti con una potenza inarrestabile alla tragica storia che custodisce. 
Chiunque sia alla ricerca dell'amore epico e totalizzante per eccellenza, dovrebbe correre in libreria a comprare la trilogia della Simons per perdersi nel doloroso e sublime mondo che ha cucito addosso a Tatiana e Alexander. 
Osteggiata non solo dal fato, ma anche dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale, quella dell'ingenua Tatiana Metanova e dell'ufficiale dell'Armata Rossa Alexander Belov non è una semplice storia d'amore. 
E' l'atroce cronaca dell'assedio subito da Leningrado dopo l'attacco delle armate tedesche; il racconto di un gelido inverno di rinunce e morte; il ritratto di un popolo distrutto; la testimonianza che anche nella più completa desolazione può sbocciare il fiore della passione e del sentimento.

Tatiana ha solo diciassette anni quando in una calda mattina di Giugno del 1941 la radio annuncia che Hitler ha attaccato la Russia. Per lei, tutta lentiggini e capelli biondi come il sole, quella notizia è quasi una lieta novella: finalmente qualcosa di eccitante scuoterà la vita della sua numerosa famiglia. 
Nata e cresciuta nella Russia comunista, Tatiana non pensa nemmeno all'eventualità che la Madre Patria Russa e il suo leader possano essere messi a dura prova da una guerra. Nemmeno quella iniziata da Hitler. Ma Tatiana Metanova si sbaglia di grosso. Glielo dicono le strade affolate di gente che si appresta a comprare viveri e ad accumulare beni vitali per superare l'assedio; glielo dicono gli sguardi spaventati dei passanti e la preoccupazione dei suoi nonni. 
Eppure, in quella calda mattina di Giugno, mentre la Germania sferra il suo attacco omicida alla Russia, qualcosa di meraviglioso accade a Leningrado. Un soldato dell'armata rossa, bello e statuario nella sua uniforme, attraversa la strada per una ragazzina bionda con un vestito a fiori che mangia il gelato.  
Mentre le bombe tedesche e quelle russe si preparano a scontrarsi, Tatiana e Alexander si guardano negli occhi e si innamorano perdutamente l'uno dell'altra, dando inizio alla più struggente delle storie d'amore in cui mi sia imbattuta.

Tatiana, innocente, pura, giovane e inesperta, si vedrà catapultata in un universo di passione carnale e irresistibile. In lei nascerà una fame che solo le forti braccia di Alexander, seducente e misterioso, possono placare. 
Ma qualcosa di inatteso si frappone tra loro, trasformando i sentimenti che li uniscono in sensazioni clandestine a cui entrambi tenteranno di opporsi con tutte le proprie forze. 
Mentre fuori esplode la Seconda Guerra Mondiale, nei cuori di Tatiana e Alexander infuria una guerra a cui sopravvivere è ancora più difficile. Una lotta contro il destino, contro il tempo, contro la guerra stessa.
Il modo in cui la Simons ha costruito i due protagonisti è tanto realistico da essere a volte insopportabile. Lo spessore emotivo che ne caratterizza ogni azione, ogni parola, ogni battito del cuore, è talmente credibile da indurre il lettore a soffrire della loro sofferenza, a piangere per le loro lacrime, a sentire i morsi della fame e del freddo di Leningrado sulla propria pelle. E a provare il loro amore nell'anima. Un amore totalizzante, devoto, pieno, impossibile eppure eterno. Un amore per cui si accetta il sacrificio, il pericolo, la guerra, la morte. 
Un amore che toglie il sonno e lascia svuotati quando la parola fine appare scritta sull'ultima pagina.

giovedì 19 gennaio 2012

Recensione, The Help di Kathryn Stockett

Terminato in una manciata di giorni e amato come non mi capitava da tempo, The Help di Kathryn Stockett mi ha totalmente conquistata. 
La sua bellezza, la classe e il calore che infonde al lettore, mi hanno quasi costretta a sottolineare quandoThe Help sia speciale. 
Il mio voto per questo romanzo sarà dunque di SEI STELLE, un punteggio eccezionale per un libro unico e bellissimo, che consiglio a tutti.

Traduttori: Colombo A., Frezza Pavese P.
Autore: Kathryn Stockett
Uscita: 3 Gennaio 2012
Editore: Mondadori
Prezzo: 18,00
Pagine: 528
Il mio voto

È l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. Sua madre, però, vuole per la figlia solo un buon matrimonio. Ma Skeeter sogna in segreto di diventare scrittrice e l'unica persona che potrebbe comprenderla è l'amatissima Constantine, la governante che l'ha cresciuta, ma che sembra svanita nel nulla...


La mia recensione 

Pubblicato nel 2009 e diventato immediatamente un best seller in tutto il mondo, The Help di Kathryn Stockett è considerato un classico moderno e possiede tutte le carte in regola per esserlo. 
Con classe, rispetto e un pizzico di umorismo la Stockett è riuscita a dipingere un variopinto affresco di un triste capitolo della storia Americana, quello della segregazione razziale, infondendo nel libro una serie di importanti messaggi che si imprimono a fuoco nel cuore del lettore.
Pur appartenendo al genere Historical Fiction, ovvero quello che si ispira alla realtà ma  racconta di personaggi di fantasia, questo libro è intriso di forte realismo e intensità emotiva che colpiscono su diversi livelli.
The Help è una storia di indifferenza, coraggio, orgoglio femminile e scomode verità che nessuno vorrebbe ascoltare, ma che una volta udite cambiano ogni cosa.

Io ho perso mio figlio, Treelore, proprio prima di andare a servizio da Miss Leefolt. Aveva ventiquattro anni, l’età più bella. È rimasto troppo poco in questo mondo.
Aveva un appartamentino là in Foley Street. Stava con una ragazza simpatica, si chiamava Frances, e io mi aspettavo che prima o poi si sposassero, ma lui andava coi piedi di piombo in queste cose. Non perché cercava di meglio, solo che era uno di quelli che ci pensano due volte. Portava dei grandi occhiali e leggeva tutto il tempo. Aveva anche cominciato a scrivere un libro tutto suo, su un uomo di colore che vive e lavora in Mississippi. Oddiosantissimo, com’ero orgogliosa di lui. Lavorava alla segheria Scanlon-Taylor. Quella sera era tardi, e trascinava assi verso il camion con le schegge che gli bucavano i guanti. Lui era troppo piccolo, troppo mingherlino per quel lavoro, ma aveva bisogno di lavorare. Era stanco. Pioveva. È scivolato dalla rampa di carico ed è finito giù per terra. Non ha fatto in tempo a muoversi che quello sul camion a rimorchio non l’ha visto e gli ha schiacciato i polmoni. Quando l’ho saputo io, era già morto. "Voce di Aibeleen", The Help

Ambientato nella Jackson, Mississippi, del 1960, in cui la segregazione razziale era legalmente regolamentata, The Help è narrato in prima persona e al presente storico da tre forti voci femminili. Tre protagoniste di tutto rispetto che commuovono e divertono con le proprie storie di vita che si intrecceranno fino a creare un nodo stretto e indissolubile che le legherà l'una all'altra per sempre.
Aibileen è una domestica di colore dai forti principi morali che ha cresciuto ben diciassette bambini bianchi come fossero i suoi, ma che ha perso il suo unico vero figlio in modo tragico.
Minnie è la migliore amica di Aibileen, una giovane donna di colore impertinente che oltre a essere la miglior cuoca del Mississippi detiene anche il primato di domestica più irriverente. Skeeter è una giovane ragazza bianca che vorrebbe sfondare nel mondo letterario, ma che è perseguitata dallo stereotipo della perfetta ragazza del Sud in cerca di marito.
Le tre donne, messe a dura prova dall'oppressione sociale che negli anni sessanta era ancora  ben radicata in Mississippi, si scopriranno, ognuna a suo modo, desiderose di cambiare la propria condizione.
Vengono fuori storie rabbiose di uomini bianchi che hanno cercato di allungare le mani. Winnie racconta di essere stata stuprata ripetutamente. Cleontine invece ha lottato fino a far sanguinare la faccia al suo assalitore e lui non ci ha più provato. Ma a sorprendermi è la dicotomia tra affetto e disprezzo, che convivono fianco a fianco: in genere le domestiche vengono invitate al matrimonio del bambino bianco che hanno cresciuto, a patto di presentarsi in divisa. Benché io sappia già queste cose, quando le sento uscire dalla bocca di una di loro è come udirle per la prima volta. "Voce di Skeeter", The Help