Atelier dei Libri: Realistic Fiction
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martedì 17 dicembre 2019

Esce oggi "Non Cercavo Qualcuno da Amare" di Amabile Giusti. Scopriamo assieme il nuovo romanzo che ci conquisterà.



Per gli amanti del romance contemporaneo, oggi è una bellissima giornata, perché la straordinaria penna di Amabile Giusti, ha dato vita a un nuovo ammaliante, "Non cercavo qualcuno da amare", in uscita proprio oggi 17 dicembre 2019.
Se mi conscete almeno un po' saprete che sono una grande ammiratrice di Amabile e non sono la sola. Quindi non è una sorpresa che il  suo nuovo libro sja già nel cuore di tutti coloro che sono rimasti affascinanti dai racconti precedenti di questa poliedrica e bravissima autrice che ci incanta ogni volta con storie dense di sentimento ed emozioni. 
"Non cercavo qualcuno da amare" si preannuncia già come best-seller e gli amanti delle storie d’amore emotivamente avvincenti non potranno che farsi trascinare dalle vicende del protagonista Aron, ricco avvocato newyorkese dedito alla carriera che conduce con asettico distacco, esattamente come gestisce tutte le altre emozioni.
Come fin troppo spesso accade alle persone che sono state ferite in passato e che vivono con difficoltà l'idea di riporre la propria fiducia nel prossimo, anche Aron ha subito un tradimento dalla persona che amava, quando era poco più che adolescente; un’età delicata, in cui dentro al cuore germogliano facilmente passione, fiducia e voglia di amare, ma in cui è sin troppo facile che un cuore si infranga in mille pezzi per una delusione. Da allora, Aron, ha rinunciato all'amore. Avete presente il tipo ricco, arrogante e stronzo? Bene, lui è la personificazione di quel genere d'uomo. Ma vi assicuro che ha un lato tenero, tutto da scoprire.
La voce narrante femminile del romanzo è la giovanissima Jane. Dopo aver vissuto un'infanzia difficile, lontana dai suoi cari, Jane ha abbracciato la solitudine e rifiuta di avvicinarsi troppo al prossimo per paura che le proprie cicatrici, morali e fisiche, la rendano indesiderabile. 

sabato 9 novembre 2019

Recensione "Tre Amiche al Lago" di Dora Heldt, una bellissima storia sull'amicizia


Ogni tanto mi piace farmi sorprendere da un libro, leggendolo a scatola chiusa, ed è proprio quello che ho fatto quando ho preso tra le mani "The Amiche al Lago" di Dora Heldt. Quello che mi ha regalato questa lettura, ve lo racconto nella mia recensione spoiler free!

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2019
Titolo: Tre Amiche al Lago (Autoconclusivo)
Dove comprarlo: Amazon
Autrice: Dora Heldt
Prezzo: 18,00 €
Editore: Tre60
Pagine: 493
Il mio giudizio


Marie, Jule, Alexandra e Friederike sono amiche inseparabili. Ogni anno, all’inizio dell’estate, si riuniscono nella casa al lago di Marie, dove trascorrono giornate spensierate confidandosi amori, segreti e sogni nel cassetto. Ma quando la loro amicizia viene troncata da un brutto litigio, ognuna prende la sua strada, perdendo completamente di vista le altre. A distanza di anni è un triste evento a costringere Jule, Alexandra e Friederike a rincontrarsi: la morte di Marie, affetta da un problema cardiaco congenito. La dolce Marie, da sempre la più fragile delle quattro, ha espresso il suo ultimo desiderio: che le tre amiche si riuniscano per qualche giorno, per i successivi cinque anni, nella sua vecchia casa al lago, proprio come erano solite fare un tempo. Dopo un’iniziale titubanza, le tre donne decidono di rispettare le estreme volontà dell’amica, e ritornano nella casa al lago insieme ad Hanna, compagna di Marie.


La mia recensione


Quando "Tre Amiche al Lago" ha incrociato il mio destino, non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura. Mi piace lasciarmi stupire dai libri, perché le storie per cui non nutro alcuna aspettativa spesso sanno colpirmi nel modo più piacevole. Così, quando mi è stato proposto di leggere il romanzo di Dora Heldt edito da Tre60 non ci ho pensato due volte e mi sono tuffata in questa storia sperando che la mia scelta non si rivelasse affrettata. Ed eccomi qui, con il cuore in subbuglio dopo aver trascorso qualche giorno in compagnia di questa adorabile e malinconica saga familiare tutta al femminile incentrata su un singolare gruppo di donne in passato legatissime, ma divise dal tempo e dai troppi segreti, intrighi e bugie che hanno scavato un solco nella loro amicizia. Qualcosa, però, le riporterà sullo stesso cammino, cambiando il corso delle loro vite in modi inaspettati.
"Tre Amiche al lago"è un romanzo profondo e agrodolce sull'amicizia, la perdita e i giochi del destino, narrato da più voci e in parte in forma di diario, che mi sento di consigliare a chiunque non sappia resistere al richiamo delle belle storie di vita che raccontino in modo travolgente le gioie e i dolori che accompagnano tutti noi.  Dora Heldt è nota in Germania per i suoi romanzi di successo carichi d'ironia e spensieratezza ed è proprio la sua vena ironica che fa di "Tre Amiche al Lago" una storia che riesce a commuovere e far ridere di cuore allo stesso tempo.

Il romanzo ci racconta di Alex, Friederike, Jule e Marie, tre donne forti e molto diverse tra loro, che hanno condiviso in passato un'amicizia così forte e vera, da essere indelebile. Non importa quanto il tempo le abbia divise, né quali colpi bassi si siano inferte l'un l'altra, il legame che le unisce non sembra essere destinato a spezzarsi. Quando le incrociamo Alex, Friederike, Jule e Marie sono giovanissime, stanno vivendo l'estate più bella delle proprie vite e sono intente a sigillare una lettera in cui raccontano il futuro che sognano per ognuna di esse, con la promessa di rileggerla dopo trent'anni. Ma la vita non è andata come le ragazze si aspettavano: uno scontro tra loro le ha allontanate inesorabilmente. Almeno fino a quando la notizia della morte di una di esse non arriva alle altre. Marie, infatti, ha perso la battaglia contro la malattia che l'ha sempre resa fragile e questa consapevolezza sconvolge le altre, spingendole a riavvicinarsi. 
Ben presto però sarà chiaro che Marie non le ha mai davvero lasciate: proprio lei, infatti, le guiderà sulla strada dei ricordi, verso tante verità e un fiume di emozioni che, sono sicura, vi travolgerà, ma non voglio dire di più.

giovedì 7 novembre 2019

Cercando Alaska: scopriamo la serie TV tratta dal celebre romanzo di John Green!

Se siete tra i milioni di fan toccati dal grande talento di John Green, è probabile che già da qualche tempo vi siate imbattuti in rumors e notizie più o meno vaghe sul possibile riadattamento per il cinema o la tv ispirato a uno dei suoi lavori più celebri: Cercando Alaska.  Immediatamente dopo la sua uscita nel lontano 2005, è stato il primo romanzo di John Green a ricevere numerosi premi letterari e segnare l'ascesa dello scrittore. Ma non fu soltanto il mondo dell'editoria a notare il suo talento, visto che quando era ancora poco più di un
manoscritto, la storia aveva già conquistato le attenzioni da parte di numerosi produttori di spicco.
Tuttavia ci son voluti ben quattordici lunghi anni perché questo splendido libro ricevesse l'adattamento che merita, ma finalmente lo scorso ottobre la serie tv ispirata a Sognando Alaska è stata rilasciata su Hulu, la piattaforma di streaming statunitense, sotto forma di miniserie in otto episodi. Io non ne sapevo praticamente niente, ma quando Michele Del Vecchio, amico blogger che come me condivide la passione per gli YA sul suo blog Diaro di una dipendenza (visitatelo, seguitelo, amatelo) ormai da quasi un decennio (o forse siamo già oltre, eh Michele?), ne ha parlato su Instagram le mie sinapsi hanno iniziato a fare il balletto della felicità! Perché io Cercando Alaska lo lessi anni e anni fa e il pensiero che ci fosse in circolazione una serie TV tratta da questo libro, ben fatta e meritevole, mi ha mandato in visibilio.
Per chi non avesse ancora avuto modo di leggere il libro, la storia che ci racconta è quella di Miles, un ragazzo colto e introverso col pallino per le ultime frasi pronunciate prima di morire dai personaggi celebri.

mercoledì 16 ottobre 2019

Recensione in anteprima "Dry" di Neal e Jarrod Shusterman. In libreria il romanzo che ci racconta come sarebbe il mondo se l'acqua finisse

Vi capita mai di morire dalla voglia di condividere una vostra opinione con qualcuno? Ecco, a me è successo oggi, dopo la lettura del romanzo di cui vi parlerò nella mia recensione. Vi avviso, si tratta di una recensione scritta di getto perché non avevo davvero il tempo per esprimere tutti i miei pensieri, ma spero possiate accontentarvi!

Data di pubblicazione: 17 ottobre 2019
Autori: Neal e Jarrod Shusterman
Titolo: Dry (Autoconclusivo)
Dove comprarlo: Amazon
Editore: Hot Spot
Prezzo: 16,50 €
Pagine: 385
Il mio giudizio


Da tempo la siccità non dà tregua alla California. La vita di tutti è ormai diventata un'infinita lista di divieti: non innaffiare il prato, non riempire la piscina, non fare docce troppo lunghe. Fino a quando, un giorno, dai rubinetti non scende più una goccia. E la catastrofe ha inizio. Improvvisamente la città diventa una zona di guerra: in preda alla disperazione, i vicini e le famiglie si scontrano alla ricerca di acqua. Quando i suoi genitori non tornano a casa, Alyssa capisce che la sua vita e quella di suo fratello sono in pericolo, e sarà costretta a fare delle scelte difficili, se intende sopravvivere.




La mia recensione

Questa mattina, mentre stavo ancora prendendo il caffè, il corriere ha bussato alla mia porta e mi ha lasciato un pacco che non aspettavo. 
Ovviamente ho messo da parte la mia tazza di caffé bollente, per dare uno sguardo al contenuto (sono una ragazza molto curiosa) e ovviamente conteneva un libro (ne ricevo davvero tanti, per essere una che non ha nemmeno una libreria in casa). 
Come ho detto non aspettavo nulla, ma mi è bastato sfogliare qualche pagina per farmi capire che questo libro l'avrei amato e che il mio caffè avrebbe dovuto aspettare.
Avete presente quei romanzi che non si possono proprio posare? Sì, intendo quelli che devono essere letti d'un fiato e con il cuore in gola? Ecco, quello di cui vi parlo oggi è uno di quelli e visto che esce domani, 17 ottobre, ho deciso di condividere la mia gioia con voi, così che possiate innamorarvene a vostra volta e correre a comprarlo. Sì perché sono convinta che questo bel libro dovrebbe trovarsi sul comodino di ognuno di noi, dal più giovane al più adulto. Il perché ve lo racconto nella mia breve, ma intensa, recensione spoiler free!

Il romanzo si intitola semplicemente "Dry" ed è stato scritto a quattro mani da Neal e Jarrod Shusterman, padre e figlio. Lasciatemi dire quanto sia tenero il fatto che Neal Shusterman, noto autore di libri con giovani protagonisti, ma adatti a ogni età, abbia scritto un libro con il giovane figlio che ha deciso di seguire le sue tracce e diventare anch'esso autore. È una cosa davvero dolcissima e questo è uno dei motivi per cui il libro ha attirato la mia attenzione. Ma quello che mi ha convinta definitivamente a dare una possibilità a questo esperimento letterario, è stata indubbiamente la trama. 
Come suggerisce il titolo, "Dry" (in italiano "Asciutto - Secco") parla di una grande siccità che mette letteralmente in ginocchio la Southern California lasciando l'umanità in balia di uno scenario apocalittico da cui è difficile uscire vivi. A raccontarcela saranno le voci dei quattro protagonisti, tutti adolescenti e alle prese con qualcosa che li cambierà per sempre. Isolati dal resto del mondo, Alyssa, Garret, Kelton, Jacqui e Henry, subiranno la sete peggiore che possiate immaginare e vedranno l'altra faccia dell'umanità, quella feroce e spietata, selvaggia e brutale, che affiora quando è in gioco la propria vita e quella dei propri cari. 

giovedì 12 settembre 2019

Recensione e giveaway "È così che si fa" di GIulia Rossi: partecipa e vinci una delle tre copie del romanzo!



Non so se capiti anche a voi, ma con l'arrivo dell'autunno sento quasi un bisogno fisico di perdermi in storie agrodolci, che un po' coccolano e un po' graffiano. A pensarci bene, poi, quelle che fanno sorridere e commuovere assieme, sono le storie che preferisco in assoluto, quindi non c'è da stupirsi che io abbia deciso di perdermi in "È così che si fa", romanzo d'esordio dell'autrice Giulia Rossi, edito da Nord. Ovviamente appena ho concluso la lettura sono corsa a parlarvene qui sul blog!

Titolo: "È così che si fa" (autoconclusivo)
Dove comprarlo: AMAZON
Autrice: Giulia Rossi
Editore: Nord
Pagine: 342
Prezzo: 16,90 €
Il mio giudizio


Se chiedessimo al professor Federico Gastaldi quando tutto è cominciato, lui risponderebbe d’istinto: «Quel pomeriggio d’ottobre. Proprio nel momento in cui mia moglie aveva più bisogno di me, io avevo altro per la testa e non ho nemmeno sentito il telefono. Da allora mi è andato tutto storto, e ho commesso fin troppi sbagli…»
Questo romanzo, invece, inizia qualche mese dopo, una mattina di maggio, quando a scuola – un liceo classico di una cittadina di provincia – viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d’addio. Per gli insegnanti, l’autore è di sicuro uno studente, ma chi? L’ultimo a sapere dell’accaduto è come al solito Federico, che tornato a casa si accorge di avere il telefono pieno di notifiche. Legge i messaggi allarmati dei colleghi, infila la mano nella tasca dei pantaloni e impreca… Ha perso quello stupido biglietto, scritto di getto all’alba, e proprio nei corridoi della scuola! Nel giro di un paio di giorni, il biglietto diventa virale su Facebook e la storia monta a tal punto da interessare persino giornali e televisione. Ma un risvolto positivo in questa faccenda c’è. Mentre è freneticamente impegnato a non farsi scoprire e a proteggere la sua vita privata dalla curiosità dei social, Federico ha l’occasione di affrontare tutto ciò che è accaduto da quel famoso pomeriggio di ottobre a quella mattina di maggio. E così anche noi lettori, rivelazione dopo rivelazione, impareremo a conoscere davvero Federico, un brav’uomo che si è scoperto fin troppo fragile, al punto da commettere un ultimo, imperdonabile errore. Vittoria, una moglie allo stesso tempo presente e assente. E Matilde, una studentessa diversa dalle altre: testarda, intelligente e… innamorata. E assieme a loro ci renderemo conto che non c’è più posto per alibi, bugie e scorciatoie. Perché tutti noi sbagliamo nella vita, l’importante è avere la forza e il coraggio di riscattarci.



La mia recensione


Quando mi è stato proposto di leggere il primo romanzo di Giulia Rossi, avevo pochissimi indizi su ciò che mi aspettasse, ma il bello della lettura è anche lasciarsi stupire. 
Sapevo che al centro della storia c'era Federico, un giovane insegnante che in preda a un difficilissimo momento personale, ha messo nero su bianco i suoi sconforti riassumendo la propria amarezza in quella che appare come la lettera anonima di un aspirante suicida. Sapevo che questa lettera, per uno scherzo del destino, sarebbe stata smarrita a scuola e che al suo ritrovamento tutti avrebbero iniziato una caccia allo studente problematico da salvare. Sapevo che Federico avrebbe dovuto destreggiarsi tra l'esigenza di confessare la verità e il bisogno di nasconderla, perché in quella lettera c'era molto di più che il ritratto di un momento complicato: in quella lettera c'erano le sue colpe, quelle da cui avrebbe voluto fuggire ma che sembravano determinate a tormentarlo. 
E ciò che sapevo mi è bastato a convincermi che questo romanzo meritasse una possibilità. Ma non avevo idea di quante sorprese e quanti incroci di vite il romanzo di Giulia Rossi potesse racchiudere tra le sue pagine. 
"È così che si fa" è un libro intenso, carico d'amore e rimpianto, da leggere se si cerca una storia che sappia insegnarci che alcune ferite sono fatte per restare, ma che da un dolore, anche il peggiore, ci si può rialzareUna storia che è un mosaico di sorrisi gentili e lacrime amare, sogni infranti e passioni proibite, che danno vita a un quadro dalle tinte malinconiche, ma pur sempre abbagliante.


Raramente, parlando di un libro, si inizia commentando i ringraziamenti, lo so. Eppure quelli di  "È così che si fa" meritano attenzione, perché sono qualcosa di completamente diverso dal solito e ci danno un'idea della passione per lo scrivere che divampa nel cuore dell'autrice. Per chiudere il suo primo romanzo, infatti, Giulia non si è limitata a scrivere una semplice lista di nomi a cui è grata, ma ha deciso di raccontarci di lei, delle sue strenue lotte per realizzare il proprio sogno, dei sacrifici della propria famiglia e di come il romanzo sia nato. In quelle poche pagine mi è sembrato di poter sbirciare oltre la carta e l'inchiostro e scorgere l'animo di Giulia che, a ben vedere, sembra aver qualcosa in comune con quello di Federico.
Come Giulia, infatti, il protagonista ha preferito rincorrere un sogno piuttosto che seguire la strada più semplice, voltando le spalle a un futuro certo, pur di diventare insegnante. Ma la vita ha presentato il suo conto e, quando l'ha fatto, del Federico idealista è rimasto ben poco. Solo un'ombra appena visibile, che scompare nella coltre di delusioni e perdita che minaccia di inghiottirlo. 
Non vi dirò quali sono i mostri che gli tolgono il sonno, perché è giusto che li scopriate da voi, ma sappiate che quella di Federico è una storia in cui è facile trovare dei frammenti di sé, perché tutti prima o poi ci scontriamo con il peso dei nostri errori e degli errori di chi ci sta attorno. Tutto sta nel trovare la forza di rimettersi in sella e ricominciare a pedalare nonostante tutto.

lunedì 9 settembre 2019

Recensione in anteprima "Chiudo gli occhi e il mondo muore" di Francesca Zappia



Anni fa lessi e mi innamorai perdutamente di "Made you up" di Francesca Zappia, un romanzo dolcissimo e spaccacuore, che sperai di vedere tradotto quanto prima in Italia. Oggi abbiamo finalmente una data di pubblicazione e un titolo: si chiamerà "Chiudo gli occhi e il mondo muore" e uscirà per Giunti Editore il 2 ottobre 2019. La cover sarà quella originale e il contenuto, ragazzi miei, vi conquisterà. Il perché scopritelo nella mia recensione in anteprima!



Titolo: Chiudo gli occhi e il mondo muore (autoconclusivo)

Data di pubblicazione: 2 ottobre 2019
Dove comprarlo: Amazon
Autore: Francesca Zappia
Editore: Giunti
Ebook: 14,00 €
Il mio voto:




A seguito di uno spiacevole incidente, Alex cambia scuola e quartiere. Ricominciare, per lei, è difficile. Ma questa è la sua ultima chance per poter accedere al college, ed è determinata a riuscirci. Armata della sua inseparabile macchina fotografica, Alex combatte una battaglia quotidiana per capire se ciò che vive è reale oppure no. Se le cose che vede e le persone che incontra sono vere, o solo uno scherzo della sua mente instabile. E quando conosce Miles, che sembra comprenderla coma mai nessuno ha fatto prima, può fidarsi di ciò che dice? E di ciò che le fa provare? O deve prepararsi a vederlo sparire, come se non fosse mai esistito?

La mia recensione


Tra tutte le recensioni arretrate che dovrei recuperare, quella che le mie dita volevano scrivere è quella di "Chiudo gli occhi e il mondo muore" di Francesca Zappia, contemporary romance davvero adorabile ancora inedito in Italia che ho letto d'un fiato.
Perché quello della Zappia è un libro che ti incatena il cuore e regala emozioni, belle e brutte, strazianti e dolcississime, tutte indimenticabili. Ecco perché gioisco immensamente al pensiero che finalmente tutti voi lettori italiani, possiate fare la conoscenza di Alex e degli infiniti mondi che popolano i suoi pensieri: in essi vi perderete, ma forse troverete anche dei pezzi di voi che pensavate di aver perso per sempre.
Francesca Zappia è un'autrice sopra le righe, e lo dico in senso buono. La fantasia con cui ha affrontato il disordine di Alex ha reso questo libro un'esperienza unica: Alex è una narratrice inaffidabile, che non riesce a distinguere ciò che è vero da ciò che è frutto della sua mente, costringendo anche il lettore a fare i conti con una realtà molto discutibile. 
Alex è affetta da paranoia e schizofrenia, eppure a colpire non è la sua malattia, ma l'ironia con cui la affronta: Alex sa di non riuscire a riconoscere bene la realtà da ciò che succede solo nei suoi pensieri, ma non si lascia vivere. Impossibile non rimanere incantati dalle esplosioni di fantasia con cui la Zappia ha dipinto il mondo di Alex, narrando di situazioni fortemente surreali in modo del tutto naturale. Insomma, un libro bello bello, da leggere e amare!

Ci troviamo nei panni di Alex, che non è un'adolescente comune. La sua vita è stata parecchio avventurosa, ricca di situazioni incredibili. Come quando, da bambina, ha liberato un gruppo di aragoste parlanti con l'aiuto di un suo coetaneo dagli occhi blu. Ma le sue avventure, purtroppo, celavano una verità scomoda: Alex è affetta da schizofrenia e per lei è difficile distinguere tra la realtà e la fantasia. Ad aiutarla c'è la sua fedele macchina fotografica, con cui immortala ogni cosa di cui non è sicura, per poter stabilire cosa sia reale e cosa invece non lo è. Munita di una pungente ironia e con il supporto della sua adorabile famiglia, Alex affronta la vita come può, tentando di destreggiarsi nei meandri della sua condizione.
La sua esistenza cambia quando incontra Miles, un ragazzo affetto da una leggera forma di autismo che le ricorda in modo preoccupante il bambino con cui liberò le aragoste da piccola. Ma se Miles è reale, allora quali altri ricordi che aveva attribuito alla sua schizofrenia, invece, sono veritieri? E quali sono frutto della sua fantasia? Lei e Miles si avvicinano inesorabilmente, l'uno attratto da ciò che l'altro rappresenta: comprensione. Assieme crescono e si completano, investigando sulle possibili verità che Alex ha etichettato come fantasie e, viceversa, sulle fantasie in cui ha sempre creduto.
Mentre Alex, che non ha mai potuto fidarsi di se stessa, scopre l'amore e quel senso di appartenenza che solo esso può dare, la sua realtà cambia e si evolve con rivelazioni che lasciano senza fiato. 

mercoledì 10 luglio 2019

Recensione "Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani


In questa torrida estate, sono alla continua ricerca di letture che mi facciano concedere un vero e proprio bagno di emozioni e "Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani si è rivelato essere il romanzo che stavo cercando!


Titolo: Ogni piccola cosa interrotta (Autoconclusivo)
COMPRALO SU AMAZON
Autrice: Silvia Celani
Editore: Garzanti
Prezzo: € 16,90
Pagine: 282
La mia votazione:


Sono le nostre imperfezioni a renderci più forti. Sono loro a tracciare la strada delle nostre cose interrotte.



«L’amore che ognuno di noi riceve ha la stessa funzione delle stelle per i navigatori. Ci indica la rotta. Rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che lo desideriamo, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì affondandovi una mano.» 




Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta. 
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola. 
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così. 
È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile. 
Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre. 
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose. 



La mia recensione


Mentre fuori le cicale friniscono anche di notte, quasi a chiedere al cielo di piangere qualche goccia di pioggia, io e la mia influenza ci teniamo strette, tra fazzoletti e antibiotici. Inutile dire che in questi casi è d'obbligo cercare la compagnia di un buon libro che possa far dimenticare ogni acciacco e, perché no, che sappia anche riparare qualche crepa del cuore, che non fa mai male.
Avevo messo gli occhi su "Ogni piccola cosa interrotta", l'esordio della scrittrice romana Silvia Celani, già da un po' quindi ho colto al volo la proposta di leggerlo e raccontarvelo a parole mie. Perciò eccomi qui, pronta a fare con voi una passeggiata tra i ricordi che questo romanzo mi ha lasciato.
Iniziare un nuovo romanzo è sempre un po' rischioso per chi come me si lascia facilmente travolgere dalle emozioni stampate su carta e inchiostro. E sapevo che la storia di Vittoria, che nasconde profonde cicatrici dietro una facciata di scintillante perfezione, mi avrebbe stropicciato i pensieri e messo in disordine i sentimenti, ma questo non vuol dire che fossi realmente pronta a tutto quello che "Ogni piccola cosa interrotta" ha portato con sé!
Se cercate un libro che possa insegnarvi ad amarvi nonostante tutte le strade interrotte che racchiude il vostro passato, allora l'esordio di Silvia Celani potrebbe essere la risposta che stavate cercando. Se volete saperne di più, ma non troppo, su questa bella storia, allora venite con me: vi dirò perché a me è piaciuta davvero tanto.



Sarò franca: quando io e Vittoria ci siamo conosciute, non ci siamo piaciute molto. Lei,  studentessa discontinua, bella e viziata, che vive in una casa perfetta della Roma bene, nascosta dietro l'immagine perfetta di sé che le piace mostrare al mondo, mi è subito sembrata quel tipo di protagonista che non mi va a genio. E sicuramente io, con tutti i miei difetti, le mie contraddizioni e il vizio di essere più vera che mai, non ho fatto una bella impressione a Vittoria. Ammetto che all'inizio avrei voluto scuoterla un po' dal torpore silenzioso in cui si muoveva, tra amiche poco sincere e una madre così fredda da far abbassare le temperature di questo luglio rovente. Ma  prima ancora che potessi chiedermi se io e Vittoria avremmo mai veramente legato, ecco che Silvia Celani scuote le acque di quella superficie apparentemente limpida, mostrando l'oceano in tempesta che infuria nel cuore di Vittoria. E io, ai mari in tempesta, proprio non so resistere.
Quindi eccomi qui, un po' commossa a ricordare tutte le splendide sorprese che "Ogni piccola cosa interrotta" mi ha regalato e le belle, bellissime lezioni che Vittoria mi ha impartito. Sì, perché dietro la falsa immagine di immutabile perfezione, Vittoria nasconde crepe che bruciano e silenzi che scavano l'anima, paure che tolgono il fiato e fanno tremare la terra sotto ai piedi e ricordi che non hanno voce, ma implorano di essere ascoltati. 
Quella raccontata da Silvia Celani è la storia di una ragazza fragile, che ha perso suo padre e ogni ricordo a esso legato, che non sa più chi sia sua madre, che vorrebbe nascondere le proprie cicatrici e che non sa come gestire tutte le emozioni che affollano il suo cuore, così forti da tradursi in attacchi di panico. Una ragazza che scopre se stessa e l'amore, quello vero, nei modi più sorprendenti e semplici allo stesso tempo, trovando risposte che non sapeva nemmeno di cercare e insegnando qualcosa anche a noi, che la conosciamo per caso.


giovedì 27 giugno 2019

Recensione "Sadie" di Courtney Summers


Chi dice che d'estate si leggono solo libri allegri, non ha mai provato il piacere di perdersi in una lettura da brivido, mentre attorno a sé infuria il caldo feroce. Se volete assaporare questa esperienza, Sadie è assolutamente la lettura di cui avete bisogno. Scoprite di più sul libro nella mia recensione spoiler free.


Data di pubblicazione: 25 giugno 2019
Titolo: Sadie (Autoconclusivo)
Autrice: Courtney Summers
Prezzo: 17,00 €
Editore: Rizzoli
Pagine: 366
La mia votazione:



Sadie non ha avuto una vita facile. E' cresciuta sola e ha dovuto prendersi cura di sua sorella Mattie in una piccola cittadina isolata, cercando in tutti i modi di fornirle una vita normale.
Ma quando Mattie viene trovata morta, l'intero mondo di Sadie crolla. Dopo un'investigazione piena di errori da parte della polizia, Sadie è determinata a trovare il killer di sua sorella e consegnarlo alla giustizia e perlustra le strade seguendo i pochi indizi che ha per trovarlo.
Quando West McCray - un ragazzo che lavora in radio e che si occupa di piccole e dimenticate cittadine americane - sente la storia di Sadie mentre si trova dal benzinaio, diventa ossessionato dalla ragazza scomparsa. Inizia così il suo podcast mentre tiene traccia del viaggio di Sadie, cercando di capire cosa sia successo, sperando di trovarla, prima che sia troppo tardi.




La mia recensione


Quando mi è stata offerta la possibilità di leggere "Sadie" di Curtney Summers, uscito per Rizzoli il 25 giugno, ho avuto un piccolo moto di gioia. Aspettavo la sua pubblicazione da un anno, ormai, e avevo letto ovunque recensioni entusiastiche da parte del pubblico e dalla critica, entrambi estasiati dalla potenza narrativa che Curtney Summers ha impresso in questa storia.
Non a caso, con "Sadie", la Summers ha rastrellato nomination e premi un po' ovunque, convincendo tutti con la sua scelta di raccontare una storia scomoda e brutale, ma anche assuefacente e indimenticabile. Io, che proprio non so dire di no a un romanzo young adult che promette di strapparti il cuore e ridurlo a brandelli, ho ovviamente subito approfittato dell'offerta di lettura e mi sono immersa nella bellissima e straziante storia di Sadie.
Il libro è uno di quelli che dovreste leggere senza farvi domande, che voi siate giovani lettori o divoratori di libri più maturi: è una lettura mozzafiato, che non conosce età e vi incatenerà alle pagine, ve lo prometto. Ma sappiate che quella di Sadie non è una storia semplice da digerire. Non ci saranno cuori innamorati e farfalle nello stomaco ad attendervi tra le pagine di questo libro, bensì una corsa contro il tempo e la ricerca disperata di una giustizia che sembra impossibile da raggiungere. Due sorelle legate da un amore indissolubile che supera la morte, un assassino in libertà, uno speaker radiofonico determinato a sciogliere una matassa inestricabile sono solo alcuni degli ingredienti di questa storia. E credetemi, pur non trattandosi di un romanzo d'amore, bensì di un thriller al cardiopalma, le emozioni, amici miei, sono assicurate.

Dimenticatevi i classici contemporary americani, in cui adolescenti complicati provano a destreggiarsi tra il liceo e i problemi di cuore, perché Curtney Summers ha deciso di raccontarci tutta un'altra storia. 
Sadie ha diciannove anni e troppi traumi da racchiudere in un cuore tanto giovane. Cresciuta in una squallida periferia americana in cui tutti arrancano per non essere seppelliti dal degrado e dalla povertà che minaccia di inghiottirli, Sadie ha rinunciato alla speranza di un futuro migliore per sé e sua madre, tossicodipendente e inaffidabile. L'unica cosa che la spinge a svegliarsi al mattino è la completa devozione che nutre per Mattie, la sorella minore che ha cresciuto come una figlia, rinunciando persino alla scuola. Sadie e Mattie sono una cosa sola, unite da un legame che splende come un sole nella valle di lacrime in cui sono confinate. I sorrisi di Mattie sono la linfa che spinge Sadie a lottare per garantirle una speranza, le sue lacrime sono spade che lasciano ferite profonde.
Quando Mattie viene brutalmente uccisa, la vita di Sadie cade in una fitta oscurità infranta solo dalle fiamme di puro rancore che divampano in lei. Sola e devastata dalla sua perdita, dopo un'indagine frettolosa che non ha portato le autorità a nessun risultato, Sadie decide di mollare la sua vita e inseguire la vendetta. Determinata a trovare e uccidere l'uomo che le ha portato via Mattie, Sadie inizia un viaggio pericoloso e dalla destinazione ignota.
A seguirla da lontano c'è lo speaker radiofonico West McCoy, che in seguito alle sollecitazioni della nonna adottiva di Sadie, decide di iniziare un podcast e mettersi sulle tracce della ragazza scomparsa, per salvarla prima che sia troppo tardi.

giovedì 20 giugno 2019

In libreria "Trinkets" di Kirsten Smith, scopri il romanzo da cui è stata tratta la serie YA ononima su Netflix!

Se vi conosco almeno un po', so che probabilmente avrete già drizzato le antenne per l'arrivo su Netflix della nuova serie YA  "Trinkets", appena approdata sulla piattaforma. E se vi conosco almeno un po', probabilmente saprete già che la serie è stata liberamente tratta da un romanzo omonimo  di Kirsten Smith, uscito in USA qualche anno fa. Ma forse non sapete che il romanzo è arrivato anche qui in Italia il 18 giugno, per Sperling & Kupfer
Si chiama "Trinkets" e sembra essere la lettura perfetta per il periodo estivo, pubblicato in Italia proprio in concomitanza dell'arrivo della serie su Netflix con una copertina che ritrae le protagoniste dello show, ed è subito amore.
La storia che Kirsten Smith ci ha raccontato tra le pagine di "Trinkets" è quella di tre ragazze, Tabitha (interpretata nella serie TV da Quintessa Swindell), Moe (interpretata nella serie TV da Kiana Madeira) ed Elodie (interpretata nella serie TV da Brianna Hildebrand), che in comune sembrerebbero non avere nulla, tranne il frequentare la stessa scuola di cui Tabitha è la regina indiscussa. Bella, popolare, ricca e sempre perfetta, Tabitha sembrerebbe vivere la vita ideale, con il principe azzurro al suo fianco. Moe, invece, è una ribelle, la cattiva ragazza che esce con i brutti ceffi e finisce in punizione ogni settimana per le sue bravate. E poi c'è Elodie, che è la ragazza nuova, arrivata a Portland dopo un terribile incidente che le ha portato via sua madre. Questo è quello che le ragazze lasciano intravedere, ma dietro le loro facciate ci sono interi mondi da scoprire e c'è qualcosa che le accomuna tutte: sono cleptomani. Moe, Tabitha ed Elodie, infatti, hanno tutte il vizietto di rubacchiare nei negozi e quando si ritrovano assieme in un gruppo di sostegno, ha inizio qualcosa di inaspettato.

martedì 11 giugno 2019

Recensione in Anteprima "Ogni Prima Volta" di Justin A. Reynolds

Eccoci arrivati a una nuova puntata de "L'estate sci-fi di Fabi" (che sarei io, sì Glinda è un soprannome, nonché errore di gioventù). Come vi dicevo nella recensione de "Il Dono di Rachel" (qui), sembra che quella del 2019 sia un'estate caratterizzata dalle letture sci-fi che non ti aspetti. Oggi è la volta di "Ogni Prima Volta" di Justin A. Reynolds, uscito proprio l'11 giugno per Piemme! Pronti a leggere la mia recensione spoiler free?


Titolo: Ogni Prima Volta (Autoconclusivo)
COMPRALO IN SCONTO SU AMAZON
Data di pubblicazione: 11 giugno
Autrice: Justin A. Reynolds
Editore: Piemme
Prezzo: 16,90 €
Pagine: 351
La mia votazione:



Jack King è un esperto in "Ci è mancato poco". Ci è mancato poco perché tenesse il discorso di fine anno, ci è mancato poco perché entrasse nella squadra sportiva della scuola e ci è mancato poco perché conquistasse la ragazza della sua vita. Poi Jack incontra Kate a una festa. I due restano a parlare fino all'alba, si scoprono innamorati degli stessi film e della stessa marca di cereali. È un colpo di fulmine in tutto e per tutto. Ehi, Jack, niente più "Ci è mancato poco"! Invece no, perché Kate muore. Normalmente la storia si concluderebbe qui, ma la morte della ragazza rispedisce Jack indietro nel tempo al loro primo incontro e lei è di nuovo lì. Bella e radiosa come sempre. Sembra una follia eppure se il destino ha davvero deciso di offrirgli una seconda possibilità, lui è determinato a prenderla al volo. Ma nessuna azione è senza conseguenze e quando si gioca con i fili del destino - si sa - ogni scelta può essere fatale.



La mia recensione


Se c'è una cosa che mi piace della lettura, è quella sensazione di completa gioia e pieno stupore che si prova quando si capisce di aver trovato "il libro giusto al momento giusto". Avete presente quell'emozione speciale che vi fa dire: non posso proprio fare a meno di questa cosa? C'è chi la prova guardando un paio di scarpe, chi al cospetto di un trailer promettente, chi pensando a qualcosa di buono da mangiare, chi pensando alla prossima meta da visitare. E poi ci sono io, che la provo in tutte le situazioni che ho elencato sopra, più una: quella in cui inizio a leggere un libro davvero, davvero bello.
Con i libri, si sa, è tutta questione di chimica, o scatta la scintilla o non scatta. Certo, si può apprezzare un libro che non ci ha fatto impazzire, ma quanto è bello amare una lettura alla follia? Per me, che leggo ormai da tempo e mi nutro di contemporary senza sosta, è sempre più difficile sentirmi avvinta nel profondo da un romanzo, ma c'è da dire che mi sono specializzata nello scorgere qualcosa che potrebbe piacermi anche a chilometri di distanza. Non a caso aspettavo la pubblicazione di "Ogni Prima Volta" come gli studenti aspettano le vacanze estive.
Il libro d'esordio di Justin A. Reynolds è stato infatti accolto dai lettori di tutto il mondo come un successo assoluto, una perla della letteratura YA da leggere con i fazzoletti a portata di mano. Complice anche il twist del loop temporale in cui si muovono i protagonisti, in pieno stile "Prima di Domani" di Lauren Oliver (la mia recensione la trovate  qui), ho atteso la pubblicazione di questo romanzo con ansia e, dopo averlo ricevuto a sorpresa, l'ho divorato nel giro di una manciata di ore. Se mi è piaciuto? Be', credo che i miei occhi lucidi e la montagna di fazzoletti che ho seminato attorno a me possano darvi un'idea dell'impatto che questo libro ha avuto sulla sottoscritta. Tra le sue pagine ho trovato amore, amicizia, gioia, dolore, viaggi nel tempo e tanta, tantissima bellezza.


Non so voi, ma io ho una passione smodata per le storie che si basano sull'idea dei loop temporali. A volte possono risultare un po' ripetitive, ma quando sono ben orchestrate, invece, sono una vera bomba emotiva che delizia e fa riflettere sull'importanza delle seconde occasioni, ma anche su quella del vivere nel qui e ora. E Justin A. Reynolds è riuscito nell'intento a pieni voti, dando vita a un romanzo carico di sentimento, ironia, speranza e, be', inutile fingere che non ci sia, perciò lo dico: dolore. A far scattare lo strano loop temporale in cui Jack si troverà bloccato, infatti, è la morte improvvisa della sua anima gemella. State calmi, non è uno spoiler (non ne farò), è nella trama ed è  l'ingranaggio che metterà in moto l'intera trama.
Quando lo conosciamo, Jack appare come un adolescente dalla spigliata ironia, seppur un po' fatalista, impegnato a dimenticare la cotta impossibile che ha per la sua migliore amica e convinto che vivrà un'esistenza solitaria. Ma una sera i suoi occhi incontrano quelli di Kate e sono fuochi d'artificio e cuori che battono fortissimo. Tra loro, ovviamente, è subito quasi amore e, vi assicuro, pur non amando gli insta-love, la loro alchimia è qualcosa a cui non si può resistere. Jack e Kate sono una delle coppie più adorabili in cui mi sia imbattuta negli ultimi tempi: i loro dialoghi sono così intelligenti, deliziosi e divertenti che se mi facessi un prelievo ora, sicuramente verrebbe fuori che ho un eccesso di zuccheri nel sangue.
Ma le cose bellissime, purtroppo, spesso hanno vita breve. Dopo sei fantastici mesi trascorsi assieme, infatti, Kate muore. Ed è tremendo, doloroso, assurdo. La cosa più assurda, però, è che la  morte di Kate porterà Jack indietro nel tempo. Ogni, singola, volta. E così Jack proverà a cambiare le carte in tavola per salvare Kate, ma le sue azioni scateneranno ogni volta conseguenze incredibili. Io vi ho avvisati: allacciate le cinture, questo sarà un viaggio mozzafiato.