Atelier dei Libri: Quattro Stelle
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sabato 9 novembre 2019

Recensione "Tre Amiche al Lago" di Dora Heldt, una bellissima storia sull'amicizia


Ogni tanto mi piace farmi sorprendere da un libro, leggendolo a scatola chiusa, ed è proprio quello che ho fatto quando ho preso tra le mani "The Amiche al Lago" di Dora Heldt. Quello che mi ha regalato questa lettura, ve lo racconto nella mia recensione spoiler free!

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2019
Titolo: Tre Amiche al Lago (Autoconclusivo)
Dove comprarlo: Amazon
Autrice: Dora Heldt
Prezzo: 18,00 €
Editore: Tre60
Pagine: 493
Il mio giudizio


Marie, Jule, Alexandra e Friederike sono amiche inseparabili. Ogni anno, all’inizio dell’estate, si riuniscono nella casa al lago di Marie, dove trascorrono giornate spensierate confidandosi amori, segreti e sogni nel cassetto. Ma quando la loro amicizia viene troncata da un brutto litigio, ognuna prende la sua strada, perdendo completamente di vista le altre. A distanza di anni è un triste evento a costringere Jule, Alexandra e Friederike a rincontrarsi: la morte di Marie, affetta da un problema cardiaco congenito. La dolce Marie, da sempre la più fragile delle quattro, ha espresso il suo ultimo desiderio: che le tre amiche si riuniscano per qualche giorno, per i successivi cinque anni, nella sua vecchia casa al lago, proprio come erano solite fare un tempo. Dopo un’iniziale titubanza, le tre donne decidono di rispettare le estreme volontà dell’amica, e ritornano nella casa al lago insieme ad Hanna, compagna di Marie.


La mia recensione


Quando "Tre Amiche al Lago" ha incrociato il mio destino, non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura. Mi piace lasciarmi stupire dai libri, perché le storie per cui non nutro alcuna aspettativa spesso sanno colpirmi nel modo più piacevole. Così, quando mi è stato proposto di leggere il romanzo di Dora Heldt edito da Tre60 non ci ho pensato due volte e mi sono tuffata in questa storia sperando che la mia scelta non si rivelasse affrettata. Ed eccomi qui, con il cuore in subbuglio dopo aver trascorso qualche giorno in compagnia di questa adorabile e malinconica saga familiare tutta al femminile incentrata su un singolare gruppo di donne in passato legatissime, ma divise dal tempo e dai troppi segreti, intrighi e bugie che hanno scavato un solco nella loro amicizia. Qualcosa, però, le riporterà sullo stesso cammino, cambiando il corso delle loro vite in modi inaspettati.
"Tre Amiche al lago"è un romanzo profondo e agrodolce sull'amicizia, la perdita e i giochi del destino, narrato da più voci e in parte in forma di diario, che mi sento di consigliare a chiunque non sappia resistere al richiamo delle belle storie di vita che raccontino in modo travolgente le gioie e i dolori che accompagnano tutti noi.  Dora Heldt è nota in Germania per i suoi romanzi di successo carichi d'ironia e spensieratezza ed è proprio la sua vena ironica che fa di "Tre Amiche al Lago" una storia che riesce a commuovere e far ridere di cuore allo stesso tempo.

Il romanzo ci racconta di Alex, Friederike, Jule e Marie, tre donne forti e molto diverse tra loro, che hanno condiviso in passato un'amicizia così forte e vera, da essere indelebile. Non importa quanto il tempo le abbia divise, né quali colpi bassi si siano inferte l'un l'altra, il legame che le unisce non sembra essere destinato a spezzarsi. Quando le incrociamo Alex, Friederike, Jule e Marie sono giovanissime, stanno vivendo l'estate più bella delle proprie vite e sono intente a sigillare una lettera in cui raccontano il futuro che sognano per ognuna di esse, con la promessa di rileggerla dopo trent'anni. Ma la vita non è andata come le ragazze si aspettavano: uno scontro tra loro le ha allontanate inesorabilmente. Almeno fino a quando la notizia della morte di una di esse non arriva alle altre. Marie, infatti, ha perso la battaglia contro la malattia che l'ha sempre resa fragile e questa consapevolezza sconvolge le altre, spingendole a riavvicinarsi. 
Ben presto però sarà chiaro che Marie non le ha mai davvero lasciate: proprio lei, infatti, le guiderà sulla strada dei ricordi, verso tante verità e un fiume di emozioni che, sono sicura, vi travolgerà, ma non voglio dire di più.

mercoledì 16 ottobre 2019

Recensione in anteprima "Dry" di Neal e Jarrod Shusterman. In libreria il romanzo che ci racconta come sarebbe il mondo se l'acqua finisse

Vi capita mai di morire dalla voglia di condividere una vostra opinione con qualcuno? Ecco, a me è successo oggi, dopo la lettura del romanzo di cui vi parlerò nella mia recensione. Vi avviso, si tratta di una recensione scritta di getto perché non avevo davvero il tempo per esprimere tutti i miei pensieri, ma spero possiate accontentarvi!

Data di pubblicazione: 17 ottobre 2019
Autori: Neal e Jarrod Shusterman
Titolo: Dry (Autoconclusivo)
Dove comprarlo: Amazon
Editore: Hot Spot
Prezzo: 16,50 €
Pagine: 385
Il mio giudizio


Da tempo la siccità non dà tregua alla California. La vita di tutti è ormai diventata un'infinita lista di divieti: non innaffiare il prato, non riempire la piscina, non fare docce troppo lunghe. Fino a quando, un giorno, dai rubinetti non scende più una goccia. E la catastrofe ha inizio. Improvvisamente la città diventa una zona di guerra: in preda alla disperazione, i vicini e le famiglie si scontrano alla ricerca di acqua. Quando i suoi genitori non tornano a casa, Alyssa capisce che la sua vita e quella di suo fratello sono in pericolo, e sarà costretta a fare delle scelte difficili, se intende sopravvivere.




La mia recensione

Questa mattina, mentre stavo ancora prendendo il caffè, il corriere ha bussato alla mia porta e mi ha lasciato un pacco che non aspettavo. 
Ovviamente ho messo da parte la mia tazza di caffé bollente, per dare uno sguardo al contenuto (sono una ragazza molto curiosa) e ovviamente conteneva un libro (ne ricevo davvero tanti, per essere una che non ha nemmeno una libreria in casa). 
Come ho detto non aspettavo nulla, ma mi è bastato sfogliare qualche pagina per farmi capire che questo libro l'avrei amato e che il mio caffè avrebbe dovuto aspettare.
Avete presente quei romanzi che non si possono proprio posare? Sì, intendo quelli che devono essere letti d'un fiato e con il cuore in gola? Ecco, quello di cui vi parlo oggi è uno di quelli e visto che esce domani, 17 ottobre, ho deciso di condividere la mia gioia con voi, così che possiate innamorarvene a vostra volta e correre a comprarlo. Sì perché sono convinta che questo bel libro dovrebbe trovarsi sul comodino di ognuno di noi, dal più giovane al più adulto. Il perché ve lo racconto nella mia breve, ma intensa, recensione spoiler free!

Il romanzo si intitola semplicemente "Dry" ed è stato scritto a quattro mani da Neal e Jarrod Shusterman, padre e figlio. Lasciatemi dire quanto sia tenero il fatto che Neal Shusterman, noto autore di libri con giovani protagonisti, ma adatti a ogni età, abbia scritto un libro con il giovane figlio che ha deciso di seguire le sue tracce e diventare anch'esso autore. È una cosa davvero dolcissima e questo è uno dei motivi per cui il libro ha attirato la mia attenzione. Ma quello che mi ha convinta definitivamente a dare una possibilità a questo esperimento letterario, è stata indubbiamente la trama. 
Come suggerisce il titolo, "Dry" (in italiano "Asciutto - Secco") parla di una grande siccità che mette letteralmente in ginocchio la Southern California lasciando l'umanità in balia di uno scenario apocalittico da cui è difficile uscire vivi. A raccontarcela saranno le voci dei quattro protagonisti, tutti adolescenti e alle prese con qualcosa che li cambierà per sempre. Isolati dal resto del mondo, Alyssa, Garret, Kelton, Jacqui e Henry, subiranno la sete peggiore che possiate immaginare e vedranno l'altra faccia dell'umanità, quella feroce e spietata, selvaggia e brutale, che affiora quando è in gioco la propria vita e quella dei propri cari. 

giovedì 12 settembre 2019

Recensione e giveaway "È così che si fa" di GIulia Rossi: partecipa e vinci una delle tre copie del romanzo!



Non so se capiti anche a voi, ma con l'arrivo dell'autunno sento quasi un bisogno fisico di perdermi in storie agrodolci, che un po' coccolano e un po' graffiano. A pensarci bene, poi, quelle che fanno sorridere e commuovere assieme, sono le storie che preferisco in assoluto, quindi non c'è da stupirsi che io abbia deciso di perdermi in "È così che si fa", romanzo d'esordio dell'autrice Giulia Rossi, edito da Nord. Ovviamente appena ho concluso la lettura sono corsa a parlarvene qui sul blog!

Titolo: "È così che si fa" (autoconclusivo)
Dove comprarlo: AMAZON
Autrice: Giulia Rossi
Editore: Nord
Pagine: 342
Prezzo: 16,90 €
Il mio giudizio


Se chiedessimo al professor Federico Gastaldi quando tutto è cominciato, lui risponderebbe d’istinto: «Quel pomeriggio d’ottobre. Proprio nel momento in cui mia moglie aveva più bisogno di me, io avevo altro per la testa e non ho nemmeno sentito il telefono. Da allora mi è andato tutto storto, e ho commesso fin troppi sbagli…»
Questo romanzo, invece, inizia qualche mese dopo, una mattina di maggio, quando a scuola – un liceo classico di una cittadina di provincia – viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d’addio. Per gli insegnanti, l’autore è di sicuro uno studente, ma chi? L’ultimo a sapere dell’accaduto è come al solito Federico, che tornato a casa si accorge di avere il telefono pieno di notifiche. Legge i messaggi allarmati dei colleghi, infila la mano nella tasca dei pantaloni e impreca… Ha perso quello stupido biglietto, scritto di getto all’alba, e proprio nei corridoi della scuola! Nel giro di un paio di giorni, il biglietto diventa virale su Facebook e la storia monta a tal punto da interessare persino giornali e televisione. Ma un risvolto positivo in questa faccenda c’è. Mentre è freneticamente impegnato a non farsi scoprire e a proteggere la sua vita privata dalla curiosità dei social, Federico ha l’occasione di affrontare tutto ciò che è accaduto da quel famoso pomeriggio di ottobre a quella mattina di maggio. E così anche noi lettori, rivelazione dopo rivelazione, impareremo a conoscere davvero Federico, un brav’uomo che si è scoperto fin troppo fragile, al punto da commettere un ultimo, imperdonabile errore. Vittoria, una moglie allo stesso tempo presente e assente. E Matilde, una studentessa diversa dalle altre: testarda, intelligente e… innamorata. E assieme a loro ci renderemo conto che non c’è più posto per alibi, bugie e scorciatoie. Perché tutti noi sbagliamo nella vita, l’importante è avere la forza e il coraggio di riscattarci.



La mia recensione


Quando mi è stato proposto di leggere il primo romanzo di Giulia Rossi, avevo pochissimi indizi su ciò che mi aspettasse, ma il bello della lettura è anche lasciarsi stupire. 
Sapevo che al centro della storia c'era Federico, un giovane insegnante che in preda a un difficilissimo momento personale, ha messo nero su bianco i suoi sconforti riassumendo la propria amarezza in quella che appare come la lettera anonima di un aspirante suicida. Sapevo che questa lettera, per uno scherzo del destino, sarebbe stata smarrita a scuola e che al suo ritrovamento tutti avrebbero iniziato una caccia allo studente problematico da salvare. Sapevo che Federico avrebbe dovuto destreggiarsi tra l'esigenza di confessare la verità e il bisogno di nasconderla, perché in quella lettera c'era molto di più che il ritratto di un momento complicato: in quella lettera c'erano le sue colpe, quelle da cui avrebbe voluto fuggire ma che sembravano determinate a tormentarlo. 
E ciò che sapevo mi è bastato a convincermi che questo romanzo meritasse una possibilità. Ma non avevo idea di quante sorprese e quanti incroci di vite il romanzo di Giulia Rossi potesse racchiudere tra le sue pagine. 
"È così che si fa" è un libro intenso, carico d'amore e rimpianto, da leggere se si cerca una storia che sappia insegnarci che alcune ferite sono fatte per restare, ma che da un dolore, anche il peggiore, ci si può rialzareUna storia che è un mosaico di sorrisi gentili e lacrime amare, sogni infranti e passioni proibite, che danno vita a un quadro dalle tinte malinconiche, ma pur sempre abbagliante.


Raramente, parlando di un libro, si inizia commentando i ringraziamenti, lo so. Eppure quelli di  "È così che si fa" meritano attenzione, perché sono qualcosa di completamente diverso dal solito e ci danno un'idea della passione per lo scrivere che divampa nel cuore dell'autrice. Per chiudere il suo primo romanzo, infatti, Giulia non si è limitata a scrivere una semplice lista di nomi a cui è grata, ma ha deciso di raccontarci di lei, delle sue strenue lotte per realizzare il proprio sogno, dei sacrifici della propria famiglia e di come il romanzo sia nato. In quelle poche pagine mi è sembrato di poter sbirciare oltre la carta e l'inchiostro e scorgere l'animo di Giulia che, a ben vedere, sembra aver qualcosa in comune con quello di Federico.
Come Giulia, infatti, il protagonista ha preferito rincorrere un sogno piuttosto che seguire la strada più semplice, voltando le spalle a un futuro certo, pur di diventare insegnante. Ma la vita ha presentato il suo conto e, quando l'ha fatto, del Federico idealista è rimasto ben poco. Solo un'ombra appena visibile, che scompare nella coltre di delusioni e perdita che minaccia di inghiottirlo. 
Non vi dirò quali sono i mostri che gli tolgono il sonno, perché è giusto che li scopriate da voi, ma sappiate che quella di Federico è una storia in cui è facile trovare dei frammenti di sé, perché tutti prima o poi ci scontriamo con il peso dei nostri errori e degli errori di chi ci sta attorno. Tutto sta nel trovare la forza di rimettersi in sella e ricominciare a pedalare nonostante tutto.

mercoledì 10 luglio 2019

Recensione "Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani


In questa torrida estate, sono alla continua ricerca di letture che mi facciano concedere un vero e proprio bagno di emozioni e "Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani si è rivelato essere il romanzo che stavo cercando!


Titolo: Ogni piccola cosa interrotta (Autoconclusivo)
COMPRALO SU AMAZON
Autrice: Silvia Celani
Editore: Garzanti
Prezzo: € 16,90
Pagine: 282
La mia votazione:


Sono le nostre imperfezioni a renderci più forti. Sono loro a tracciare la strada delle nostre cose interrotte.



«L’amore che ognuno di noi riceve ha la stessa funzione delle stelle per i navigatori. Ci indica la rotta. Rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che lo desideriamo, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì affondandovi una mano.» 




Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta. 
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola. 
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così. 
È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile. 
Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre. 
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose. 



La mia recensione


Mentre fuori le cicale friniscono anche di notte, quasi a chiedere al cielo di piangere qualche goccia di pioggia, io e la mia influenza ci teniamo strette, tra fazzoletti e antibiotici. Inutile dire che in questi casi è d'obbligo cercare la compagnia di un buon libro che possa far dimenticare ogni acciacco e, perché no, che sappia anche riparare qualche crepa del cuore, che non fa mai male.
Avevo messo gli occhi su "Ogni piccola cosa interrotta", l'esordio della scrittrice romana Silvia Celani, già da un po' quindi ho colto al volo la proposta di leggerlo e raccontarvelo a parole mie. Perciò eccomi qui, pronta a fare con voi una passeggiata tra i ricordi che questo romanzo mi ha lasciato.
Iniziare un nuovo romanzo è sempre un po' rischioso per chi come me si lascia facilmente travolgere dalle emozioni stampate su carta e inchiostro. E sapevo che la storia di Vittoria, che nasconde profonde cicatrici dietro una facciata di scintillante perfezione, mi avrebbe stropicciato i pensieri e messo in disordine i sentimenti, ma questo non vuol dire che fossi realmente pronta a tutto quello che "Ogni piccola cosa interrotta" ha portato con sé!
Se cercate un libro che possa insegnarvi ad amarvi nonostante tutte le strade interrotte che racchiude il vostro passato, allora l'esordio di Silvia Celani potrebbe essere la risposta che stavate cercando. Se volete saperne di più, ma non troppo, su questa bella storia, allora venite con me: vi dirò perché a me è piaciuta davvero tanto.



Sarò franca: quando io e Vittoria ci siamo conosciute, non ci siamo piaciute molto. Lei,  studentessa discontinua, bella e viziata, che vive in una casa perfetta della Roma bene, nascosta dietro l'immagine perfetta di sé che le piace mostrare al mondo, mi è subito sembrata quel tipo di protagonista che non mi va a genio. E sicuramente io, con tutti i miei difetti, le mie contraddizioni e il vizio di essere più vera che mai, non ho fatto una bella impressione a Vittoria. Ammetto che all'inizio avrei voluto scuoterla un po' dal torpore silenzioso in cui si muoveva, tra amiche poco sincere e una madre così fredda da far abbassare le temperature di questo luglio rovente. Ma  prima ancora che potessi chiedermi se io e Vittoria avremmo mai veramente legato, ecco che Silvia Celani scuote le acque di quella superficie apparentemente limpida, mostrando l'oceano in tempesta che infuria nel cuore di Vittoria. E io, ai mari in tempesta, proprio non so resistere.
Quindi eccomi qui, un po' commossa a ricordare tutte le splendide sorprese che "Ogni piccola cosa interrotta" mi ha regalato e le belle, bellissime lezioni che Vittoria mi ha impartito. Sì, perché dietro la falsa immagine di immutabile perfezione, Vittoria nasconde crepe che bruciano e silenzi che scavano l'anima, paure che tolgono il fiato e fanno tremare la terra sotto ai piedi e ricordi che non hanno voce, ma implorano di essere ascoltati. 
Quella raccontata da Silvia Celani è la storia di una ragazza fragile, che ha perso suo padre e ogni ricordo a esso legato, che non sa più chi sia sua madre, che vorrebbe nascondere le proprie cicatrici e che non sa come gestire tutte le emozioni che affollano il suo cuore, così forti da tradursi in attacchi di panico. Una ragazza che scopre se stessa e l'amore, quello vero, nei modi più sorprendenti e semplici allo stesso tempo, trovando risposte che non sapeva nemmeno di cercare e insegnando qualcosa anche a noi, che la conosciamo per caso.


martedì 18 dicembre 2018

Recensione "Il filo che ci unisce" di Robin Benway

Ultimanente, ve ne sarete accorti, faccio fatica a tenere il passo con i miei soliti ritmi di lettura. La vita scorre veloce e capita fin troppo spesso di non riuscire a trovare il tempo per leggere o per parlarvi dei libri che ho divorato. Tuttavia sul mio cammino è arrivato "Il filo che ci unisce" ed è stato subito amore, tanto da convincermi ad accendere il pc e scrivere una recensione appassionata (e ovviamente senza spoiler!). 

Titolo: Il filo che ci unisce (Autoconclusivo)
Data di pubblicazione: 30 Ottobre 2018
Compralo in sconto su Amazon
Autore: Robin Benway
Editore: De Agostini

Prezzo: 15,90 €
Pagine: 335
Il mio giudizio:



Non avere né fratelli né sorelle non è poi tanto male. È così che l’ha sempre pensata Grace, figlia unica e adottata di una famiglia benestante. Ma quando all’ultimo anno di liceo scopre di essere incinta, Grace deve ripensare a tutte le sue teorie. Dare in adozione la bambina che sta crescendo dentro di lei è la scelta più difficile che abbia mai fatto, e all’improvviso sente il bisogno di saperne di più. Sulla sua storia, sulla sua vera madre. Scopre così di non essere affatto figlia unica. Come un uragano nella sua vita arriva no una sorella e un fratello. Maya, che ha un anno meno di lei e che ha un opinione su tutto.
Soprattutto sulla famiglia appena ritrovata. E Joaquin, che ha passato tutta la vita in affido e che non ha alcune intenzione di aprire il suo cuore a nessuno. Tanto meno alle due sorelle. Una straordinaria storia che parla del significato della famiglia in tutte le sue forme.


La mia recensione


Ogni lettore ha un genere che preferisce, un tipo di storia a cui non può proprio resistere, insomma un punto debole. Io, per esempio, pur essendo una lettrice onnivora che passa dalle saghe fantasy a quelle familiari senza troppe cerimonie, rimango sempre incantata dai romanzi contemporanei incentrati sui rapporti familiari in giovane età. 
Ecco perché quando ho saputo che in Italia sarebbe arrivato "Far From The Tree" di Robin Benway, vincitore National Book Award for Young Adult People 2017, ho praticamente fatto i salti di gioia. Come direbbero in Inghilterra (si vede che non mi sono ancora ripresa dalla nostalgia del mio ultimo viaggio?), il libro di Robin Beway, è proprio la mia tazza di tè ed è per questo che appena la DeA lo ha portato in Italia con il titolo "Il filo che ci unisce" ho subito fatto il possibile per trovare il tempo di leggerlo e sono davvero felice di averlo fatto.
"Il filo che ci unisce" è una storia intensa e toccante, che si addentra nei meandri dei legami familiari a tutto tondo attraverso le tre voci narranti dei giovani protagonisti, tutti fratelli separati alla nascita. Perfetto per i fan del telefilm "This is us", questo romanzo offre un'onesta riflessione sui rapporti tra fratelli e familiari in generale, sulle paure che celiamo al prossimo, sul bisogno viscerale di sentirsi parte di qualcosa. 
Un romanzo che affronta il tema dell'omosessualità, dell'affidamento, del bullismo, della maternità in giovane età, della famiglia, dell'amore a tutto tondo e lo fa in modo eccellente, regalando emozioni dall'inizio alla fine. 
Un regalo perfetto da fare e da farsi, per essere investiti da un vagone di emozioni, ma siete avvisati: se inizierete a leggerlo, non potrete più metterlo giù!

mercoledì 14 novembre 2018

Recensione "Cuore Cremisi" di Amabile Giusti



Se mi seguite sui social saprete che questo è un momento piuttosto difficile per la sottoscritta. Tanto da non riuscire nemmeno a trovare il tempo di spacchettare gli arrivi librosi dell'ultimo mese. Eppure un pacchettino non ho proprio potuto fare a meno di aprirlo, perché il suo contenuto era troppo prezioso per essere messo da parte. Al suo interno ho trovato "Cuore Cremisi" di Amabile Giusti, uscito il 22 ottobre dopo anni di attesa. Io, che dopo "Cuore Nero" ho sperato di poter leggere un secondo romanzo della serie per poter verificare se il potenziale che vi avevo scorto era reale, mi sono gettata a capofitto nella lettura. Risultato? Ho finito di leggere il libro con gli occhi lucidi, sperando in un possibile sequel (magari con protagonisti diversi!). 


Link acquisto: Ebook (free per Kindle Unlimited)  | Cartaceo
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2018
Titolo: Cuore cremisi (Cuore Nero #2)
Autrice: Amabile Giusti
Editore: Self Publishing
Cartaceo: 20,08 €
Ebook: 4,99 €
Pagine: 560
La mia valutazione:


Max è andato via, ma Giulia ricorda poco di lui. Non sa di averlo amato moltissimo, ignora che fosse un vampiro, e gli straordinari eventi vissuti l’estate prima sono scomparsi dalla sua memoria. Perciò, quando si trasferisce a Roma per frequentare l’università, a tutto pensa fuorché all'affascinante mascalzone che le ha fatto battere il cuore. Anche perché all'orizzonte si profila un sentimento inatteso per un nuovo ragazzo non meno attraente e misterioso.
Ma nulla nella sua vita è destinato alla normalità. A un certo punto intorno a lei cominciano ad accadere cose incomprensibili. Qualcuno la osserva, la spia, la pedina. La sua vita è nuovamente in pericolo.
Potrà un nuovo amore rivaleggiare con quello del passato?
E chi vuole farle del male?Perché si sente come se fosse una preda?

La serie è così composta:
1. Cuore Nero
2. Cuore Cremisi
+ Altri a seguire?

La mia recensione 


Anni fa, quando ancora imperversava il fenomeno Twilight e la letteratura internazionale si arricchiva di storie dedicate a versioni romanzate della figura del Vampiro, tra le mani mi capitò il libro di una giovane autrice Italiana che aveva deciso di portare queste creature nientemeno che nella mia Calabria.  Il libro era intitolato "Cuore Nero" (clicca per la mia recensione) e ricordo di essermici tuffata a occhi chiusi, senza sapere cosa aspettarmi e di essere rimasta sorpresa della meraviglia che custodiva, ma, ancor di più, di essermi innamorata della poesia vibrante di una penna, quella di Amabile Giusti, che sa incantare.
Tra me e "Cuore Nero" non è stato folle amore a prima vista, ma ho apprezzato senza appello il mondo soprannaturale a cui la Giusti ha dato vita: un universo unico nel suo genere, più oscuro, carnale e sorprendente di ciò a cui i tanti YA che seguivano il filone vampiresco mi avevano abituato. E nonostante la mia reticenza, quel libro così diverso e carico di emozione, mi ha trascinato in una dimensione fatta di amori struggenti e sangue, in cui la fragilità dell'essere mortali e la ferocia dell'eternità erano divisi da una linea sottile che Giulia, la giovane protagonista, si trovava a superare senza nemmeno accorgersene, per poi scoprirsi intrappolata in una lotta atavica tra bene e male. 
Una storia d'amore e ossessione, che alla fine mi aveva lasciato, nonostante la titubanza iniziale, con la voglia di leggere ancora dei protagonisti, di vederli crescere e perdermi ancora una volta nelle avvincenti magie che Amabile è stata in grado di descrivere. Dopo anni di attesa è finalmente giunto in libreria "Cuore Cremisi", l'agognato seguito di "Cuore Nero" e io sono pronta a raccontarvi cosa mi ha fatto provare nella mia recensione assolutamente spoiler free!
Leggere "Cuore Cremisi" in un periodo piuttosto complicato della mia vita, mi ha ricordato il perché amo profondamente il mondo della letteratura: alcune storie, che lo si voglia o no, ci entrano dentro e diventano parte di noi, come un ricordo di quando eravamo bambini, immortalato su carta e inchiostro. Vi è mai capitato di prendere in mano una fotografia, per scoprirvi catapultati in quell'immagine, che di colpo non è più ferma, ma pullula di suoni e odori e sensazioni, tutte capaci di riportarvi in un tempo a voi caro? Ebbene, anche i libri hanno lo stesso potere. Mi è bastato sfogliare "Cuore Cremisi" per fare un tuffo nel passato. Un passato incredibile, segnato da un amore epocale e da una grande sofferenza. Un passato che non apparteneva a me, ma a Giulia, la protagonista  e di cui lei non aveva nemmeno più memoria, ma che riusciva in qualche modo a far tremare il cuore a entrambe, me e lei.
Mi ha stupito accorgermi di come, a distanza di anni e dopo aver macinato una quantità esorbitante di libri, mi sentissi ancora legata alla storia che l'autrice ha intessuto con grande maestria, ma ciò che più mi ha sorpreso è stato il bellissimo senso di evoluzione, crescita e completezza che ho respirato in "Cuore Cremisi". Sin dalle prime pagine mi è stato chiaro che Amabile non si è limitata a scrivere un sequel al fine di accontentare i suoi fedelissimi fan, ma ha dato voce a una storia sorprendente e complessa, che lei ama profondamente e che meritava davvero di essere scritta.
La storia di un amore impossibile, che ferisce e fa sanguinare e che sfida ogni limite, anche quelli più letali. La storia di una ragazza mortale, mossa da un coraggio e una tenacia sovrannaturali, che lotta con le unghie per proteggere ciò che ama di più. La storia di un mondo, il nostro, che pullula di anime dannate, spiriti inquieti e qualche eccezione che dimostra che anche un cuore più scuro della notte, va in pezzi al cospetto dell'amore vero.

mercoledì 3 ottobre 2018

Recensione "Il nostro momento imperfetto" di Federica Bosco


Uscito il 27 Settembre 2018, "Il nostro momento imperfetto" è il nuovo irresistibile romanzo scritto dall'autrice campione di incassi di "Ci vediamo un giorno di questi", Federica Bosco. Io, che ho potuto leggerlo in anteprima, non vedevo l'ora di condividere con voi la mia recensione spoiler free !


Titolo: Il nostro momento imperfetto (autoconclusivo)
Data di pubblicazione: 27 settembre 2018
Dove acquistarloAMAZON
Autore: Federica Bosco 
Editore: Garzanti
Prezzo: 17,90 €
Pagine: 297


La vita non rispetta mai i piani che decidi tu. E Alessandra lo ha scoperto a sue spese e nel peggiore dei modi. Credeva di avere tutto sotto controllo: il suo amato lavoro come professoressa di fisica all’università, una famiglia impegnativa ma sempre presente, e un uomo solido accanto con cui pensare al futuro. Una esistenza senza troppi scossoni che, varcata la soglia dei quarant’anni, ti regala quella stabilità agognata a lungo. Stabilità che credi di meritarti. Fino al giorno in cui il suo castello di carte crolla a causa di un colpo di vento inaspettato. Un colpo di vento che spalanca la finestra, gonfia la tenda e butta giù tutti gli oggetti rigorosamente ordinati sulle mensole. Un colpo di vento che abbatte la sua relazione d’amore e una buona dose delle sue certezze di donna, insieme alla fiducia, la stima e l’illusoria certezza di conoscere l’altro. E allora meglio tirare i remi in barca, meglio smettere di provare, ricominciare, mettersi in gioco, quando il dolore è tanto forte da paralizzarti. Invece è proprio fra quei dettagli ormai stonati della sua vita che le cose succedono, e l’improvvisa custodia dei nipoti, deliziosi e impacciatissimi nerd, le regala una maternità che arriva quando ormai il desiderio era stato da tempo riposto in soffitta. Porta con sé anche una rivoluzione imprevista fatta di domande, richieste d’affetto e rassicurazione e lezioni in piscina osservate con orgoglio dagli spalti. Ed è proprio tra quegli spalti che incontra Lorenzo con i suoi modi gentili e il suo ottimismo senza freni. Lorenzo e il suo divorzio ancora fresco, una ex moglie malvagia come una strega e una figlia adolescente capricciosa e viziata. Tante cose li accomunano, ma tante li dividono. Perché è poco per loro il tempo da dedicare all’amore. Perché ci vuole coraggio per ricalcolare il percorso e azzardare un cammino alternativo e sconosciuto, che rischia di portarti fuori strada, ma anche a vedere panorami inaspettati e bellissimi. Perché a volte la felicità risiede nella magia di un momento imperfetto. Dopo lo straordinario successo di Ci vediamo un giorno di questi, per mesi in cima alle classifiche, Federica Bosco torna dai suoi lettori che vivono delle sue storie. Un nuovo romanzo che sfata il mito della perfezione per ridare vita alle scelte sbagliate, agli errori, alle cadute. Perché non c’è un tempo giusto o uno sbagliato per amare, perdonare, cambiare, vivere. C’è il tempo dettato da ognuno di noi con il suo personale e magico rintocco.




La mia recensione



Ci sono autori che ci prendono per mano, accompagnandoci con le loro storie durante le fasi più disparate della nostra vita, magari aiutandoci e ispirandoci più di quanto possano immaginare. Per me Federica Bosco è quel genere di autore. La prima volta che ho sfogliato un suo libro ero una ventiquattrenne alle prese con uno dei momenti più complicati che io abbia vissuto e da allora i suoi racconti sono parte di me. I suoi romanzi popolati da donne che amano, lottano, inciampano e si rialzano e, soprattutto, ce la fanno da sole, prendendo a morsi la vita anche quando sembra troppo difficile, sono un'incessante fonte di emozione e ispirazione. Ecco perché non ho potuto lasciarmi sfuggire l'occasione di leggere in anteprima "Il nostro momento imperfetto", in uscita proprio oggi per Garzanti. Ancora una volta Federica ci ha regalato una storia di vita tutta al femminile, che con un pizzico di cinismo e una consistente carica emotiva offre una visione realistica e scevra di sovrastrutture su come alcune dure prove a cui la vita ci sottopone non siano altro che un'occasione per reinventarsi e concedersi una seconda possibilità. Chiunque sia alla ricerca di un romanzo intenso e delicato, che sappia parlare direttamente al cuore, sincero e disilluso, ma comunque intriso di speranza e positività, dovrebbe concedersi il piacere di perdersi tra le pagine di "Il nostro momento imperfetto" e regalarsi la gioia di rimanerne incantato. 



La storia di Alessandra somiglia a quella di tante di noi: una vita ordinaria fatta di compromessi, vittorie, qualche rinuncia e tanti piccoli sogni non troppo ardimentosi, tutti ordinatamente riposti nei propri compartimenti stagni. 
Quando la conosciamo la troviamo alle prese con la surreale fine della sua storia d'amore, che si rivelerà uno dei momenti più traumatici in cui abbia avuto la sfortuna di incappare, le cui ripercussioni avranno un influsso radicale sulla sua vita. In fondo, quando un amore finisce, succede sempre così: ti si rimescolano i pensieri e i sentimenti, ti si sgretolano i piani e sei costretta a rimettere assieme i cocci, per scoprire un giorno, di essere una persona diversa da quella che ricordavi. 
Un romanzo che inizia con la tragica fine di un amore potrebbe apparire come una lettura dalla spiccata vena drammatica, ma è qui che l'arte narrativa di Federica Bosco fa centro. Perché nonostante gli sgambetti del destino e la scia di rimpianti che la attanagliano, Alessandra scopre che anche un momento tragicamente imperfetto può offrire sorprese inaspettate. Complice un patto tra sorelle, Alessandra si vedrà alle prese con due marmocchi deliziosamente nerd che, con la loro sfacciata incoscienza adolescenziale le daranno filo da torcere, dimostrandole però che la felicità, l'amore e la speranza possono arrivare anche senza far rumore, in punta di piedi, ma investendoti con la forza di un uragano. 

sabato 15 settembre 2018

Recensione "Forse la felicità" di Egidio Mariella

Chi mi segue sui social saprà ce in questi giorni mi sono presa una piccola pausa in Salento, per godermi la fine dell'estate e il mare settembrino, tanto malinconico quanto lo è stata la lettura di "Forse la felicità" di Egidio Mariella. Ho letto questo libro con il sottofondo delle onde e sono felicissima di potervene parlare in questa recensione spoiler free: sono certa che anche voi lo metterete in lista!

Titolo: Forse la felicità (Autoconclusivo)
Data di pubblicazione: 10 giugno 2018
Dove acquistarloAMAZON
Autore: Egidio Mariella 
Editore: Selfpublished
Prezzo: 6,99 €
Pagine: 271


Non c'è spazio per i sogni, lo sa bene Alessio, che ha smesso di credere in qualunque cosa. Non c'è tempo per arrendersi, lo sa bene Luca, che al destino non intende concedere alcuna libertà. Sullo sfondo della loro amicizia si apre uno scontro che sembra non avere né vinti né vincitori, mentre sui ricordi sparsi nella loro casa di periferia si accumula, senza sosta, quel sottile strato di polvere, all'apparenza innocuo, ma in realtà destinato a soffocare anche ogni loro desiderio. Eppure i sogni non muoiono mai. A volte, semplicemente, passano di mano.




La mia recensione



Tra le pagine di questo blog mi è capitato di recensire tantissimi romanzi YA nel genere "coming-of-age", romanzi di formazione che parlando di ragazzi in età da liceo che affrontano il passaggio dall'adolescenza all'età adulta attraverso esperienze significative che li spingono alla maturazione. Oggi gli equilibri sono cambiati e in "Forse la Felicità" scopriremo come questo sottogenere si sposi alla perfezione anche alla categoria dei romanzi più adulti. Nel suo libro, Egidio Mariella ci parla di trentenni che loro malgrado sono ancora "bloccati" in quella fase transitoria, attraverso lo sguardo a volte disilluso dei suoi protagonisti, che però nasconde un cuore pieno della speranza di una vita migliore all'insegna della realizzazione personale e dell'amore. 
Chiunque appartenga alla mia generazione e alle successive, sa quanto sia complicato definire una precisa fascia di età nel quale avviene il fatidico passaggio dalla giovinezza alla maturità. Qualche decennio fa avere trent'anni significava essere nel pieno della vita adulta: avere una posizione stabile, spesso una famiglia già avviata e dei solidi progetti per il proprio avvenire. Oggi i trenta rappresentano un limbo di precarietà in cui molti ancora-ragazzi devono fare i conti con un presente vacillante e un futuro incerto, costretti a una continua e faticosa ricerca di un posto nel mondo che schiaccia e toglie il respiro a tutti gli altri aspetti della vita, compreso quello affettivo.