sabato 13 dicembre 2014

Recensione "Die for me" di Amy Plum

Ancora recensioni arretrate, questa volta di un libro che avevo abbandonato perché non mi prendeva ma che ho deciso di terminare per curiosità. Avrei davvero voluto che "Die for me", di Amy Plum mi conquistasse, invece mi ha lasciato completamente indifferente in alcuni punti e delusa in altri. Un vero peccato, ma comunque un libro che sono certa piacerà ai più giovani!

Titolo: Die for me (Revenants #1)
Data uscita: 14 ottobre 2014
Editore: De Agostini
Autrice: Amy Plum
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 344
Il mio voto 


Quando i genitori di Kate e Georgia muoiono in un incidente stradale, la vita delle due sorelle viene stravolta e le ragazze sono costrette a trasferirsi a Parigi dai nonni. L’unico modo che ha Kate per soffocare il dolore è rifugiarsi tra le pagine dei libri che ama di più. Fin quando non incontra Vincent.
Bello, misterioso e affascinante, Vincent scioglie a poco a poco il ghiaccio attorno al cuore di Kate che si innamora perdutamente di lui. Ma Vincent non è un ragazzo come gli altri: è un Revenant, un vero e proprio angelo custode, destinato a sacrificare la propria vita per salvare le anime in pericolo, e a risvegliarsi tre giorni dopo la morte, in un circolo senza fine.
Kate si ritrova quindi davanti a una scelta difficilissima: proteggere ciò che rimane della sua esistenza e della sua famiglia... oppure rischiare tutto per un amore impossibile?



La mia recensione



Non sia mai detto che su questo blog si facciano solo recensioni positive. Sapete quanto rompiscatole e puntigliosa sappia essere la sottoscritta quando delusa da un romanzo su cui aveva puntato molto, vero? Scommetto di sì. 
Ebbene, nemmeno due mesi fa avevo dichiarato che "Die for me" era per me uno dei libri più attesi di questo 2014. Aveva tutte le carte in regola per convincermi e stregarmi, togliendomi il fiato. Ambientazioni da sogno, amori ostacolati dal destino, bei ragazzi immortali e una sanguinaria lotta tra bene e male in cui rimane invischiata la protagonista umana. Insomma, questo romance un po' horror e un po' paranormale per giovani lettori, sembrava essere stato scritto per rendermi felice. Sembrava, ma non era così. In effetti devo confessare che, nonostante tutta la mia voglia di amarlo, "Die for me" si è rivelato essere una delle più cocenti delusioni di questo anno di letture. 
So che in molti di voi lettori hanno apprezzato il primo romanzo della serie "Revenants" di Amy Plum, le sue atmosfere parigine, l'intreccio romantico e la mitologia a cui l'autrice ha dato vita. Ma, tristemente, non posso dire di averlo amato allo stesso modo. Sarà stata colpa dei tantissimi libri paranormal romance per young adults simili in cui mi sono imbattuta negli ultimi anni, che mi hanno abituata a certi schemi ripetitivi e poco originali. Ci avrà messo il suo zampino lo stile dell'autrice, non propriamente fresco o dinamico, carente in quanto a ironia e realismo. Probabilmente anche il carattere un po' stereotipato della protagonista ha aggravato la situazione. Sarà stato per tutti questi motivi e anche perché sono una brontolona, ma il fatto è che arrivata a circa metà libro mi sono accorta che io e "Die for me" non eravamo fatti l'uno per l'altra. Finirlo è stata un'impresa titanica e stiamo parlando di una storia che si legge in un lampo!
Ciò detto, se siete dei fan della serie vi imploro di non prendervela per le mie parole. Vengo in pace a raccontarvi la mia esperienza di lettura come faccio sempre, senza pregiudizi o malizia. Avrei voluto amare questo libro, ma non ce l'ho fatta. Sorry!

«Dal momento che oggi fa stranamente freddo per questa stagione, mi chiedevo se ti andasse di provare la migliore cioccolata calda di Parigi» disse, inforcando lo scooter.
«Quindi ora seduci le studentesse con la promessa di un po’ di cioccolato? Sei proprio un ragazzaccio, Vincent Delacroix» commentai ridendo mentre avviava il motore.
«E tu allora che accetti la mia offerta, cosa saresti?» gridò sopra il rombo della Vespa.
«Una finta “ingenua”» risposi abbracciandolo stretto e chiudendo gli occhi deliziata. Da "Die for me"

Devo essere sincera, la storia di Amy Plum mi aveva conquistata al "ciao", ovvero ne ero rimasta ipnotizzata leggendo la trama, osservando la cover e sbirciando le recensioni di molte mie colleghe blogger italiane ed estere. Brutta cosa quando a un amore viene tarpato le ali, in particolare se accade mentre ha appena spiccato il volo. E, putroppo, in questo caso a me è successo proprio qualcosa di simile. 
Il primo approccio con il libro non è stato malvagio, anzi, ha confermato le vibrazioni positive che avevo sentito nei suoi confronti. L'intera ambientazione parigina, in effetti, mi ha colpito in positivo. Non c'è cosa più particolare che viaggiare in splendide città di cui si sente la mancanza, restando comodamente seduti sul proprio divano ed è questo che ho provato leggendo le prime pagine di "Die for me". Amy Plum, avendo vissuto a Parigi, dimostra di conoscerla e di subirne il fascino, incantando anche il lettore e la protagonista. 
Kate è una sedicenne introversa e problematica che ha perso i genitori in un grave incidente, e con essi anche ogni capacità di amare se stessa o il prossimo. Ironia della sorte, deve provare ad ambientarsi nella città dell'amore. Tra una visita a un museo e un salto nel suo Caffé preferito, Kate si imbatte nel fascinoso e irresistibile Vince, ragazzo bellissimo dai mille misteri che la trascina in un mondo fatto di sentimenti, leggende e minacce mortali. Fin qui tutto bene, direte voi. Ed è vero: i primi capitoli del romanzo non mi hanno entusiasmata particolarmente, ma nemmeno delusa. Vince è un personaggio interessante così come Jules, suo migliore amico. I primi incontri tra lui e Kate sono macabri eppure avvincenti, la rivelazione della vera identità di lui e della sua "famiglia" sicuramente originale. Non capita tutti i giorni di leggere di creature votate al sacrificio massimo pur di proteggere la vita umana, di "ritornanti" capaci di risvegliarsi dalla morte pur di tener fede alla loro vocazione. E va da sé che a creature così benevole si oppongano esseri altrettanto peculiari, ma in negativo. Tutto sembrava andare così bene. Per un momento mi è parso di sentir suonare le campane a festa e poi... E poi ho scoperto che una valanga di cliché era nascosta dietro l'angolo, in agguato, e quando ha fatto il suo grande ingresso ha spezzato l'idillio.
«Quindi non vi limitate a salvare le persone… a volte le uccidete, anche.»
«I numa non sono persone. E se abbiamo la possibilità di annientare un revenant malvagio, la cogliamo. Gli esseri umani possono sempre cambiare, ed è per questo che evitiamo di ucciderli, se è possibile. C’è sempre una possibilità di redenzione nel loro futuro. Ma non per i numa. Si sono avviati sulla strada della malvagità quando erano ancora umani. E una volta diventati revenant, non hanno più alcuna speranza di salvezza.»
Così Vincent era un assassino… un assassino di cattivi, ma pur sempre un assassino. Non ero sicura di come la cosa mi facesse sentire… Da "Die for me"
Immagino che, dopo aver avuto a che fare con serie del calibro di "Shatter me", "The Arcana Chronicles" e chi più ne ha più ne metta, le mie preferenze in quanto a paranormal romance per young adult si siano fatte un po', come dire, difficili. Sono persuasa che l'avvento di certe serie abbia in effetti rivoluzionato gli standard classici a cui eravamo abituati in passato. Motivo per cui è stato difficile accostarmi a un paranormal romance molto più simile ai "vecchi" libri di questo genere (per intenderci, "Twilight" o "I diari del vampiro"). Non che io abbia qualcosa in contrario con queste due serie in particolare, ma ammetto di non riuscire più a stupirmi o a farmi coinvolgere come un tempo al cospetto di certi stereotipi.
Per essere chiari, "Die for me" è uno di quei libri in cui la protagonista femminile ha una bassissima stima di sé, nessun interesse particolare al di fuori della lettura e della contemplazione di opere d'arte (le guarda a oltranza neanche fosse in trance), che ha perso ogni tipo di contatto con i propri amici e vive di insicurezze. Risultato? Kate non fa altro che essere depressa a causa della sua gravissima perdita per i primi capitoli, vivendo in completa alienazione fino a quando il bellissimo Vince non appare per riempire la sua esistenza di luce. In un lampo, Kate passa dalla completa apatia alla totale ossessione per il bellissimo Vince (l'ho già detto che è bellissimo? Kate lo ripete a profusione), rotolando nel classico cliché della ragazza che si vede brutta e insignificante in confronto al perfettissimo eroe che si è invaghito di lei e non riesce a starle lontano neppure se la loro storia è osteggiata dall'universo intero. Ovviamente Kate è quel tipo di protagonista che non si scompone più di tanto quando l'oggetto delle sue ossessioni si rivela essere una creatura ultraterrena immortale (e vergine, è bene dirlo). In fondo, sono cose che accadono tutti i giorni, no? Inutile che vi dica di come l'intreccio si sviluppi in modo piuttosto prevedibile, di come i cattivi siano poco credibili e parlino in modi assolutamente anacronistici, di come si sia creato il presupposto per un triangolo strappalacrime che si svilupperà nei prossimi capitoli e di quanto poco delineati siano i personaggi secondari. Non è scattata la scintilla, si è capito?

«Ma hai visto passare ottantasette anni. Hai ottantasette anni di vita alle spalle.»
«Se questa la chiami vita» ribatté scuotendo la testa. «Non è altro che un compromesso. Mi comporto come una sorta di angelo custode votato alla morte, e in cambio ottengo una versione contorta dell’immortalità.».  Da "Die for me"


Verdetto: decisamente non il mio genere


Livello sensualità: solo baci e qualche brivido

Compralo scontato cliccando sulla cover!

22 commenti:

  1. Peccato. Per questo non lo presi ed aspetto il mio turno in biblioteca.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fai bene a leggerlo prendendolo in biblioteca!

      Elimina
  2. Peccato non ti sia piaciuto...io ho deciso di iniziare a leggerlo proprio oggi è spero di non rimanere delusa...vedremo ;) comunque grazie dell'avvertimento ;) ciao maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero tanto che a te piaccia! In fondo ogni libro ha un effetto diverso da lettore a lettore :)

      Elimina
  3. Non è piaciuto nemmeno a me e dire che ero partita così entusiasta all'idea di leggerlo perché tutti, ma proprio tutti, in patria e all'estero, lo osannavano. Però anche io ho ritrovato al suo interno un po' troppi cliché (specialmente nella caratterizzazione dei personaggi) che mi hanno ricordato altre letture già fatte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ero partita gasatissima e poi... Puff! Svanita la magia.

      Elimina
  4. Ciao :) ti capisco alla grande anche per me si rivelava la lettura del secolo e invece no ..mi è piaciuta la storia dei revenant ma non la storia d amore, poteva essere un bel libro origibale ma i troppi cliche lo ha rovinato :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora non sono la sola che si aspettava scintille e ha trovato il buio totale. Mi sento meno "fuori dal coro"

      Elimina
  5. Ho delle aspettative altissime per questo libro, speriamo non deluda anche me :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Te lo auguro di tutto cuore. Quello che posso dire è: ridumensiona un po' le tue aspettative, così probabilmente non rimarrai delusa!

      Elimina
  6. Io ero curiosa di leggere questo libro solo per il tipo di creature paranormali perché l'idea di persone che si sacrificano per salavre la vita di qualcun altro e per questo chiamate i "ritornati" beh mi attirava non poco. Però è un classico y.a quindi troviamo la ragazza bella che si crede brutta e il triangolo amoroso *uffa* anyway se lo leggerò lo farò solo per conoscere la storia di queste creature

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be', guarda, io penso che potresti dargli una possibilità! Basta non aspettarsi troppo come ho fatto io :3

      Elimina
  7. Non potrei essere più d'accordo di così con il tuo giudizio! E il fatto che la storia poteva essere qualcosa di originale se sviluppata bene, mi ha fatta arrabbiare ancora di più. Bo, non c'era nulla che lasciasse il segno, come dici tu non era altro che un susseguirsi di cliché... ci fosse stata almeno un pizzico di azione in più!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna! Capisco la tua rabbia, fa infuriare veder andare in fumo una bella idea. Avrebbe avuto il potenziale per spiccare e invece...

      Elimina
  8. Non è la prima recensione non positiva che leggo e mi spiace perchè anche io riponevo molte speranze in questo romanzo. Purtroppo punti il dito su ciò che anche a me fa storcere il naso.
    Non lo depenno a priori (non lo faccio quasi mai) ma credo che rimanderò di molto la lettura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fai bene a non depennarlo, perché è sempre meglio toccare con mano prima di giudicare una storia!

      Elimina
  9. Mah non so,si non e' un ' opera d'arte però non mi e dispiaciuto poi cosi tanto.....e' scorrevole e l ho letto in poco tempo,forse sarà che non avevo grosse pretese quando ho iniziato la lettura però mi è piaciuto abbastanza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Elynor. Sai, in molti la pensano come te e non è un male! Io sono certa che questo libro possa piacere a tantissimi lettori :)

      Elimina
  10. Grazie al cielo qualcuno la pensa come me...come al solito Glinda riesci ad esprimere alla perfezione i miei pensieri...le prime pagine mi hanno incuriosita, per poi trascinarsi in una noia mortale. Mi è risultato più intrigante uno dei personaggi secondari piuttosto che Vince...che diciamolo...sarà anche bellissimo ma deve essere per forza non una cima d'intelligenza se riesce a farsi scoprire da una ragazzetta senza arte ne parte...dopo decenni in cui non ha rivelato a nessuno chi era??? Praticamente dopo le prime venti pagine era già terminata la suspance e di conseguenza il libro...io sono arrivata sfiancandomi a metà...ma davvero non riesco a finirlo...mi dispiace...poteva essere una storia carina se sviluppata in altra maniera...e concludo con questo dicendo...noi donne non abbiamo molta considerazione di noi stesse descrivendo personaggi femminili di così poco spessore...che poi dopo 5 min che conosci uno ne sei già follemente innamorata da seguirlo a mo di stolker...insomma un pò di dignità!!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amen sorella! Non che io aborrisca gli ista-love, ma in certi casi sono poco credibili persino per me. Per non parlare poi del fattore Vince. Incapace di tenere un segreto, immaturo a centomila anni e assolutamente vergine in campo amoroso. Lei è l'unica è sola, punto. E tutti la vogliono, ovviamente. E in tutto questo lei crede di essere una racchiude insignificante. Okay (…)

      Elimina
  11. Cavoli, non ci voleva la tua recensione ahah no vabbè, è che questo libro lo aspetto da un sacco, anche grazie alla tua vecchia... Com'è che si chiama.. Bah, anticipazione? di questo libro. Ora è stato decisamente declassato, ma ho ancora una vaga speranza che possa piacermi, quindi probabilmente lo leggeró più avanti! Spero davvero che su di me abbia un effetto diverso: sarebbe un vero peccato, era partito così bene!

    RispondiElimina
  12. Che delusione. Lo tengo in lista eppure quando lo vedevo nello store, non ho mai cliccato su "compra ora". Ho fatto bene ;-) ormai sono anni che ti seguo e mi fido tantissimo del tuo parere e in un periodo dove non posso sprecare soldi e tempo, rinuncio all'idea di dargli una possibilità.

    RispondiElimina

Il mio blog si nutre dei vostri commenti, perciò se avete letto il mio articolo lasciate un segno del vostro passaggio! E, se vi è piaciuto ciò che ho scritto, cliccate sul tasto G+!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...