martedì 25 marzo 2014

Teaser Tuesdays #69



Torna l'appuntamento con Teaser Tuesdays rubrica ideata dal blog Should be Reading, che posto ogni martedì. 


Le regole sono semplicissime e tutti possono partecipare e condividere con i propri teaser! 




Ecco le regoline!

  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina ("Teaser")
  • Attento a non fare spoiler!
  • Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.



Andiamo un po' a vedere cosa ho scovato io oggi!

Oggi un estrattino da "Io che non vivo senza te" di Laura Weiss, romanzo che sto leggendo con una lentezza disarmante per questioni che esulano dalla lettura.

    Fuori, seduto sul prato, con le spalle appoggiate al muro in un punto assolato e deserto, trovo Eli. Se ne sta a testa bassa, i capelli sciolti davanti al viso e il cellulare in mano.
    «Ciao», lo saluto, avvicinandomi piano. «Sei seduto al mio posto, sai?». Mi guarda sorpreso, poi si scherma gli occhi dal sole, mi scruta con attenzione e mi riconosce.
    «Ciao, Rowan». Un sorriso stupito, ma amichevole, prima di tornare a concentrarsi sul telefono. «Sono contento di vederti. Vieni».
    Mi siedo sull’erba accanto a lui, con la schiena appoggiata al muro e le gambe distese. Il sole mi scalda le guance e la fresca brezza primaverile mi scompiglia i capelli. «È piacevole». Sistemo la mia roba sulle ginocchia, scarto la barretta che ho comprato per pranzo, la spezzo e gliene offro metà. «Vuoi?»
    «Grazie». Dà un morso e gira lo schermo del cellulare verso di me, per farmi vedere la foto: il primo piano di un uomo, un soldato con gli occhi stanchi e il sorriso largo, segnato dalle intemperie e dal sole, con una tuta mimetica impolverata, che tiene amorevolmente in braccio un cucciolo di pastore tedesco tutto arruffato. Il cane è minuscolo, pelle e ossa e malmesso, con il pelo sporco e pieno di nodi… e lecca la guancia del soldato, con gli occhi contenti e la coda dritta. Eli deglutisce e spiega: «Mio padre e Daisy, subito dopo averla salvata».
    «Oh, dove sono?», domando, aprendo la bottiglietta d’acqua e passandogliela.

    Beve un sorso, ringrazia e me la restituisce. «Iraq». Passa alla foto successiva. «L’ha trovata insieme alla sorella, Rosie, buttate per strada. Avevano appena sei settimane, erano mezze morte di fame, disidratate e piene di pulci». Mi mostra una foto di suo padre insieme ad altri uomini impolverati e sorridenti, con le cucciole in mezzo a loro. «Le ha portate alla base per cercare di salvarle». Parla più in fretta, come se la storia fosse rimasta intrappolata dentro di lui troppo a lungo prima di essere raccontata. «Non ho mai visto Rosie, l’ha adottata un altro soldato. Daisy invece era in braccio a mio padre la prima volta che l’ho vista. Stavamo parlando su Skype e lui mi fa: “Sorpresa!”». Sorride al ricordo. «Dopo quella volta erano sempre insieme quando chiamava, perché voleva che si abituasse a me e a mia madre. Che ci riconoscesse come parte del branco. Ed così è stato. Sono intelligenti, i pastori tedeschi».
    «Forte». Stacco un pezzettino di barretta. «Quindi tuo padre è nell’esercito?», domando, prima di infilarmi i cereali in bocca.
    Ci mette un po’ a rispondere. «Era. L’hanno ucciso in Iraq poco prima che rientrasse dalla missione. Era un marine. È saltato su un ordigno esplosivo improvvisato» 
    Pagina sconosciuta, scusate lo sto leggendo in ebook 
   

 Lo so, è triste. Ma l'intero libro lo è. 

Spero vi piaccia. Aspetto i vostri!

11 commenti:

  1. E' triste, ma bello; malgrado sia un piccolo brano è scritto bene e riesce a catturare. E fa anche pensare

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  2. Davvero bello questo estratto ^-^ mi piace come è scritto.
    Ora ti propongo il mio, spero ti piaccia:

    "Allora." Sebastian si mise seduto sul letto e bevve un sorso d'acqua dalla bottiglia che aveva accanto a sé sul comodino. Aveva un aspetto pallido e malato. "Che cosa vuoi?"
    Incrociai le braccia al petto. "Voglio sapere perché hai parlato con mia madre" risposi con la massima tranquillità.
    "Con tua madre?" Sebastian aggrottò la fronte. "Ma che cavolo vai dicendo?"
    "Le hai raccontato di Lucian. Avanti, almeno ammettilo!" Mi misi a sedere in fondo al letto. Sebastian si scansò, come se avessi una malattia contagiosa.
    "Io non conosco nessun Lucian" disse sprezzante. "Conosco solo un tipo che da settimane ti tiene d'occhio e che secondo Suse è un pericoloso maniaco. Perché avrei dovuto parlarne con tua madre? Per chi mi hai preso?"
    "Ma..." Non ci capivo più niente. Sebastian aveva ragione. Non poteva conoscere il nome di Lucian. Non lo avevo mai detto a nessuno, neppure a Suse. Non avevo parlato con nessuno del nostro incontro in riva all'Elba. "Ma la mamma..." bisbigliai. "Lei sa che l'ho visto al ballo in maschera e sa che tu lo hai minacciato di denunciarlo alla polizia. Conosceva il suo nome. Come faceva a sapere tutte queste cose se non l'avete informata tu o Susan?"
    "Sono forse James Bond?" Sebastian mi lanciò un'occhiata sarcastica. "Non ne ho la più pallida idea. Forse la saputo direttamente da lui."
    Quest'ultima frase era stata pronunciata come una battuta, un'osservazione cinica, ma di colpo mi fece sentire malissimo. Chiusi gli occhi e ripensai alle parole che Lucian aveva detto sulla terrazza del bunker.
    C'è qualcuno a cui ho parlato di me. E ci sono alcune cose che ho scoperto.
    - SONO NEL TUO SOGNO di Isabel Abedi pagina 156 -

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  3. Mi piace! Non avevo preso in considerazione questo libro, ma ci sto ripensando!

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  4. E' un bell'estratto, ma sono indecisa se prendere questo libro, vista la tristezza di cui è permeato. Spero che almeno alla fine si prospetti un po' di felicità per i protagonisti.

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  5. L'ho comprato in ebook proprio un paio di giorni fa! Appena finisco il libro che sto leggendo lo inizierò anche io..

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  6. "Thomas", sussurro inarcando un sopracciglio. "Mi sembri teso. Perché non entri e ti siedi un attimo?" Con fare premuroso.
    "Faccio volentieri a meno del tuo interessamento." Mi risponde lui brusco. E farei volentieri a meno anche della tua presenza, ma purtroppo non posso rispedirti a Londra. Ora, dato che sono sicuro tu non veda l'ora di tornartene a casa, vorrei che prendessi in considerazione gli enormi sforzi che sto facendo per restituire ad entrambi le nostre vecchie vite. Ho sentito almeno quattro avvocati diversi. Ho consultato giudici, investigatori privati, agenti di polizia."
    "Serial killer?"
    "Serial ..." inizia a ripetere senza badare a ciò che dice, poi si rende conto e sospira, massaggiandosi la fronte esausto.
    "No perché poteva rappresentare un soluzione rapida e indolore", sottolineo incrociando le braccia.
    "Al tuo posto eviterei di dare suggerimenti," ringhia scuro in volto.

    CECILE BERTOD, "WIFE WITH BENEFIT"
    Mai letto?? Leggetelo morirete dalle risate...troppo divertente!!!!

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    1. Ma c'è in italiano (versione cartacea)?????????????????

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    2. Ma c'è in italiano (versione cartacea)?????????????????

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    3. Non lo so davvero...io leggo davvero tantissimo e ultimamente sono costretta all'e-book...sia dai costi che per lo spazio...comunque vale la pena! Lettura leggera e divertente!

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  7. L'estratto è molto carino ma anche molto triste...

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  8. Non ho letto il teaser perché anche se so che sei sempre attentissima a non spoilerare ho troppa paura di leggere qualche anticipazione :) Lo so, sono una tipa strana :) Comunque ho appena preso Io che non vivo senza te e non vedo l'ora che arrivi il momento di leggerlo :)

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