Dando uno sguardo alle mie recensioni arretrate, ho sentito una vocina (quella della coscienza o quella di Valeria, non ne sono sicura?) redarguirmi per la mia pigrizia. Vista la mole di libri letti e non recensiti, ho dovuto dare ragione alla suddetta vocina, accendere il pc e mettermi a scrivere la recensione di "Lontano da te", di Jennifer Armentrout. Che effetto mi avrà fatto questo libro? Sarà una recensione positiva o negativa? Scopritelo leggendo l'articolo!
Titolo: Lontano da te (A Wicked Saga#1)
Data di pubblicazione: 28 maggio 2015
Autrice: Jennifer L. Armentrout
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 352
Ivy Morgan è una sopravvissuta. Rimasta orfana a diciotto anni, ha imparato in fretta cosa significa doversela cavare da sola e, adesso, non permette agli altri di entrare nella sua vita. Anche perché non vuole rischiare che le facciano troppe domande su come trascorre il suo tempo. Nessuno infatti deve sapere che i genitori erano affiliati a un antichissimo Ordine segreto e che, con la loro morte, è toccato a lei ereditare la loro missione… Ren Owens è l'ultima persona al mondo per cui Ivy dovrebbe provare interesse; è impulsivo, imprevedibile, ed è troppo arrogante perfino per essere un membro dell'Élite, la sezione dell'Ordine cui vengono affidate le operazioni più rischiose. Eppure è come se Ren l’avesse stregata. Quando guarda i suoi profondi occhi verdi, Ivy sente di volere un destino diverso da quello cui è condannata: sente di volere… lui. E, per la prima volta, ha l'impressione di potersi davvero fidare. Almeno finché non intuisce che Ren le nasconde qualcosa, un segreto che potrebbe distruggere tutto ciò per cui lei ha lottato…
La mia recensione
Convivevamo con la morte e sapevamo che ci aspettava tutti. Ci avevano addestrato a non temere l’inevitabile ma, di nuovo, quello che nessuno ci aveva insegnato era come sopravvivere quando ad andarsene erano quelli che avevamo intorno. La paura che mi stringeva la gola era per tutti coloro che l’indomani non sarebbero sopravvissuti.
Se mi seguite da tempo, saprete che Jennifer Armentrout è una delle autrici di cui mi fido di più. Non perché scriva solo bei libri (in effetti alcuni mi hanno anche un po' deluso), ma perché dotata di un fantastico senso dell'umorismo e di ottime doti narrative. Per quanto a volte tenda un po' a ripetersi, ci sono poche cose che mi sanno deliziare come uno dei suoi adorabili protagonisti maschili (vedere Cam di "Ti aspettavo"), e far ridere come come le situazioni surreali di cui scrive spesso. Ammetto che con gli ultimi volumi della serie Lux non mi ha convinto totalmente (devo ancora recensirli, mea culpa), ma la sua serie New Adult e Paranormal Romance "A Wicked Saga" mi ispirava davvero molto, motivo per cui ho deciso di darle una possibilità. Risultato?
Mi sono trovata a divorare il primo libro, "Lontano da te" nel giro di pochissime ore, godendomelo e ridendo come non mi capitava da tempo. Certo non si tratta di un romanzo impeccabile e né del capolavoro del secolo (è pur sempre lettura d'evasione) e, complice un finale leggermente prevedibile e una traduzione, quella della Nord, a tratti discutibile, non è riuscito a balzare in cima alle mie letture preferite in assoluto, ma comunque mi ha deliziato.
Trovo infatti che la Armentrout abbia davvero fatto un ottimo lavoro nello scrivere questo libro ricco di azione, ironia e romanticismo che è risultato essere in sintesi: divertente, piccante, poco smielato e molto dinamico. Per essere uno dei primi romanzi che mescola il romance new adult e il paranormal romance che abbia letto, non delude affatto e anzi, potrebbe essere in grado di mettere d'accordo i lettori di entrambi i generi!
Vi sembrerà poco, ma per una lettrice che ultimamente brontola e basta (sì sono io), l'entusiasmo che mi ha generato "Lontano da te" non è da sottovalutare. Non mi resta che entrare un po' nel dettaglio e convincervi, se non lo avete ancora fatto, a leggere questo libro al più presto. E' possibile che vi ritroverete a storcere un po' il naso sul finale e non ve ne farei una colpa: ha disatteso anche le mie aspettative. O per meglio dire, ha confermato alcune mie supposizioni, dimostrandosi leggermente prevedibile. Eppure, nonostante questa indubbia pecca, il romanzo mi ha regalato una buona dose di pura soddisfazione, perciò non posso che augurarmi che anche per voi sia così.
Le sue labbra mi sfiorarono la curva della guancia e il battito mi accelerò per l’eccitazione e lo sgomento. Non volevo che mi baciasse. Oppure sì? Il suo fiato mi stuzzicò il punto sensibile appena sotto l’orecchio e i muscoli delle mie parti intime si contrassero. Rabbrividii. Okay, forse volevo che mi baciasse.Le labbra di Ren mi scivolarono sulla guancia e il suo naso sfiorò il mio. «Scommetto che hai delle labbra morbidissime. E scommetto che sai di dolce. Più dolce di quei bignè di cui mi hai reso schiavo.» Serrò la presa sulla mia nuca. «Ma morsichi. Peccato, perché così non riesco a godermi tutta quella dolcezza. Sarà difficile entrare lì dentro e ti opporrai a ogni passo in avanti ma, una volta che ci sarò, starò comodissimo.»
Per chi non lo sapesse, la sottoscritta è una fan sfegatata delle storie sui Fae, ma anche dei libri ambientati nel Sud degli Stati Uniti, ricchi di folklore locale e di quella magia che solo quei luoghi sanno offrire. Aggiungete a questo mix una bella storia d'amore, una protagonista che sprizza ironia e sarcasmo, un folletto effemminato con il pallino per i dolcetti, un ragazzaccio tutto muscoli e sorrisi irresistibili e rieschierete di farmi innamorare sul serio. Ecco cosa ha fatto Jennifer Armentrout con "Lontano da te". Non biasimatemi dunque se sembrerò un tantino persa durante la stesura di questa recensione: il libro in discussione ha toccato tutti i punti giusti per quanto mi riguarda. Per questo sono disposta a chiudere un occhio sui suoi difetti, nella speranza che i libri successivi sappiano reggere il confronto con questo primo scoppiettante capitolo.
A conquistarmi prima di ogni cosa, è stata l'ambientazione. New Orleans, magica e tentacolare, con i suoi segreti e le sue maledizioni, conquista chiunque. Anche la protagonista, la studentessa ventunenne Ivy, che con il suo amore per la città riesce a far provare ai lettori la sensazione di trovarsi con lei, tra le strade del Quartiere Francese. A decapitare dei Fae senza pietà. Sì perché, credetemi, pur apparendo come una ragazza comune, Ivy Morgan non è una con cui litighereste volentieri, viste le sue innate doti di cacciatrice di Fae. Attenzione, però, sia ben chiaro: Ivy non è una matta che uccide dolci fatine, bensì un membro del leggendario Ordine, il nucleo operativo che combatte i Fae, ovvero le terribili creature che si hanno invaso il nostro mondo nutrendosi di noi ignari esseri umani. La sua è una vocazione e una maledizione, ereditata dopo la tragica morte dei genitori e del suo ex ragazzo, crudelmente inferta loro dalle creature che ora lei combatte ogni giorno. Al suo fianco uno scanzonato folletto senza pudore e senza controllo, che rivoluziona le sue giornate come solo una fatina maschio tutto glitter e battute all'arsenico saprebbe fare. Almeno fino a quando il suo cammino non viene incrociato a quello di Ren Owens, il misterioso nuovo arrivato dell'Ordine, determinato a lasciare un segno del suo passaggio nel cuore di Ivy. Ma da quando lui è in città sta succedendo qualcosa di strano, i Fae non sono mai stati così crudeli e spietati, qualcuno sembra tramare alle spalle dell'Ordine e del mondo intero: di chi può fidarsi davvero Ivy?


















