giovedì 28 giugno 2018

Recensione "Te la sei cercata" di Louise O'Neill

Louise O'Neill Te la sei cercata

Succede di imbattersi in storie bellissime, che ti si cuciono sul cuore e ti fanno sognare. E poi capita di trovarsi tra le mani libri che bruciano, capaci di lasciare cicatrici. Ecco, "Te la sei cercata" non è un romanzo con cui sognare ad occhi aperti. Ma è un libro imprescindibile, dai contenuti fin troppo attuali per essere ignorato. Parlarne non è stato facile, ma spero che la mia recensione spoiler free vi convincerà a non lasciarvelo scappare. 

Titolo: Te la sei cercata (Autoconclusivo)
Data di pubblicazione: 3 maggio 2018
Dove acquistarloIBS AMAZON
Autrice: Louise O'Neill 
Editore: Hot Spot
Prezzo: 16,00 €
Pagine: 273



In una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, Emma O’Donovan è diversa. Lei è speciale: diciotto anni, bellissima, popolare, potente. È sempre perfetta e ama essere desiderata. Tutte le ragazze vorrebbero essere sue amiche, e tutti i ragazzi vorrebbero uscire con lei. Fino a quella notte. A quella festa d’estate, Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto online, significano che non potrà mai dimenticare. E dopo la violenza comincia un nuovo incubo: Emma era speciale, ma ora è solo una fonte di imbarazzo. È sulla bocca di tutti, assurdamente additata e accusata. Davvero se l’è cercata? Davvero è sua la colpa? Senza punti di riferimento, Emma comincia a dubitare persino di se stessa.




La mia recensione



Anche con molti anni di lettura alle spalle, imbattersi in un libro potente come lo è "Te la sei cercata" di Louise O'neill e riuscire poi a parlarne, offrendovi i miei pensieri senza lasciarmi prendere dalle emozioni, resta una sfida ardua.
Sapete che mi piace perdermi in una buna lettura d'evasione, che mi possa far staccare la spina regalandomi ore di relax. Ma sapete anche che non approvo alcune tendenze che stanno dilagando nella letteratura Young Adult, con cui si glorifica sfacciatamente la deriva sessista, machista, molesta e violenta in cui la società sta lentamente naufragando.
Ecco perché, pur sapendo che mi avrebbe distrutto, non ho potuto esimermi dal leggere "Te la sei cercata", un provocatorio specchio della realtà, che fa luce in modo schietto e brutale, su tutti gli aspetti più delicati dell'essere donna. Cosa rara in un romanzo per giovanissimi, ma dall'autrice di "Solo per sempre tua", il visionario quanto spaventosamente realistico romanzo distopico incentrato sulla mercificazione del corpo femminile, non ci si poteva aspettare nulla di meno. L'eccezionale capacità di Louise O'Neill di trattare in modo così profondo e tridimensionale un argomento d'attualità difficile come il consenso sessuale e lo stupro, dovrebbe essere d'esempio a insegnanti, genitori e ogni altra figura educativa.
"Te la sei cercata" è un libro tostissimo, che si legge con i pugni stretti, gli occhi lucidi, la mente affollata di pensieri e le urla soffocate nella gola. Un libro che ci presenta una protagonista insopportabile, che subisce una violenza insopportabile dal quale scaturiscono una serie di eventi e conseguenze insopportabili. Tutto questo, però, non fa che rendere il romanzo della O'Neill una lettura ancor più imprescindibile, a qualunque età ma ancor di più in adolescenza. Perché più che insopportabili, gli avvenimenti che la O'Neill ha messo nero su bianco, sono insopportabilmente reali 


Il primissimo approccio con Emma, la protagonista, non è certamente dei migliori. Emma non è la classica ragazzina che siamo abituati a incontrare nei romanzi YA. Dimenticatevi le protagoniste virginali che a diciott'anni non hanno mai dato un bacio: Emma è una rampolla dell'elite irlandese, bella e consapevole di esserlo, viziata, manipolatrice e disinibita. Per intenderci, non è il tipo di voce narrante che si lascia amare e se ve lo state chiedendo, non lo diventerà nemmeno durante la lettura. 
Ma la O'Neill aveva un piano quando ha creato il suo personaggio e credetemi quando vi dico che è riuscita totalmente nel suo intento. Perché la perfida Emma, che fa il bello e il cattivo tempo a scuola, che è cresciuta con l'ossessione per la bellezza, che ha il mondo ai suoi piedi, che è disinibita e sicura di sé fino alla nausea, subisce una violenza di gruppo mentre è ubriaca e strafatta a una festa di fine estate. E da quella notte ferale e catastrofica di cui Emma inizialmente non ha alcun ricordo, ma di cui presto vedrà delle prove online, la sua vita sprofonderà in un vortice di rivelazioni atroci e conseguenze inaspettate che terranno sia sia lei che il lettore con il cuore stretto in una morsa e con i pensieri in fiamme. 
Per la prima volta la sua avvenenza, la sua sicurezza e la sua sfrontatezza non potranno fare niente per Emma, anzi, diventano armi in mano ai suoi detrattori, che le si scagliano contro additandola come una provocatrice, una poco di buono, non una vittima da proteggere, ma una che in fondo se l'è andata a cercareTutti l'hanno vista assumere droghe, bere e mettersi al centro dell'attenzione dei ragazzi, compresi i ragazzi protagonisti della violenza, alcuni dei quali avevano già avuto rapporti con lei nel passato. E qui sorge la domanda fulcro del libro: Emma è una vittima, o una che ha solo avuto ciò che in fondo meritava per il suo comportamento disinibito?
La risposta per me è stata da subito più che ovvia, ma il fatto che su una domanda simile si basino degli efferati fatti di cronaca, rende quanto più reale il pensiero che questo sia un romanzo imprescindibile, perché Emma è ogni donna e tutte le donne rischiano di essere doppiamente vittime. Vittime di uno stupro e poi di una società maschilista che cerca facili attenuanti per carnefici insospettabili.



"Te la sei cercata" è una storia fittizia, che ha però un atroce fondamento di realtà capace di rende il libro della O'Neill una lettura cruciale, di cui è necessario parlare affinché la domanda che assilla il lettore ed Emma per tutto il libro, non venga mai più presa in considerazioneQuella del consenso all'atto sessuale, in particolare in adolescenza, è una questione su cui spesso ci si focalizza poco e male, ma che dovrebbe essere oggetto di discussioni nelle scuole e nelle case, perché sia reso noto che l'essere disinibiti non implica l'essere incline a un rapporto sessuale, ancor meno quando non si è coscienti.
E ringrazio Il Castoro per aver portato in Italia un libro tanto coraggioso e sfrontato, che non ha paura di andare contro corrente. In particolare adesso, in un momento storico in cui in libreria si trovano dei romanzi aberranti come "Paper Princess", in cui si inneggia al machismo, all'oggettivizzazione del corpo, agli abusi di potere di ogni tipo e alla mercificazione della donna, "Te la sei cercata" è il faro che illumina una notte buia, alla cui luce voglio aggrapparmi fortissimo.
Interessante come gli stessi aspetti che in "Paper Princess" vengono glorificati e idealizzati, in "Te la sei cercata" assumano una connotazione tragicamente opposta, nonché attinente alla realtà delle cose: un branco, anche se composto da rampolli di buona famiglia, è pur sempre un branco e come tale deve essere trattato e una vittima è una vittima anche se non è uno stinco di santo e in quanto tale merita di essere ascoltata e protetta. E questo è un messaggio che deve passare anche e soprattutto attraverso i libri, perché chi legge solo per spegnere il cervello, rischia di perdere contatto con la dura realtà.
La stessa O'Neill ha spiegato come le sue maggiori ispirazioni per la stesura di questo romanzo siano scaturite da eventi realmente accaduti in America, in cui le vittime di violenza sono state vittimizzate dalla società a favore dei carnefici. Ma in fondo, purtroppo, non è necessario guardare così in la per trovare tragici riscontri di una tale aberrazione anche attorno a noi. Da calabrese e donna non posso dimenticare la vicenda della sedicenne abusata da un branco da quando aveva tredici anni, che è stata trattata dalla famiglia e dalla sua intera cittadina, come una meretrice colpevole di aver provocato i suoi aguzzini.


Verdetto: un pugno nello stomaco

4 commenti:

  1. WoW Glinda,ho la pelle d’oca per le tue parole,non oso immaginare come mi sentirò al termine di questa lettura che ho messo in lista. Grazie per la recensione e di andare sempre alla ricerca di queste perle. La voce delle donne non dev’essere mai resa zittita

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  2. Sembra un libro molto bello, ma non so se lo leggerò: al momento non ho la testa per libri così pesanti ç_ç

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  3. Non riuscirò mai a leggerlo, semplicemente perché troppo vero per me e per il mio "modo" di leggere...ma condivido completamente il tuo pensiero e le tue parole!

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  4. Posso solo dirti GRAZIE per parlare di questi romanzi e del tema importantissimo. Io della stessa autrice ho letto "Solo per sempre tua", romanzo che mi ha lacerata profondamente per i segnali inquietanti individuabili nella realtà di oggi. E questo romanzo e ancora più attuale, l'autrice non si risparmia nel farci vedere in modo diretto quello che purtroppo alcuni si rifiutano di accettare, preferendo guardare altrove. Ho il romanzo ancora in lista, ho appena finito "Nowhere girls" e anche quello è stato un pugno nello stomaco, quindi prima di iniziarlo ho bisogno di altro per non scivolare in un baratro. Come hai detto tu, non bisogna andare lontano per vedere fatti di cronaca simili. E l'esempio della ragazza calabrese è il più crudele di tutti, ricordo che anche il parroco si schierò contro di lei. Aberrante, non credo si possa definire in altro modo, ciò che le è stato fatto e ciò che le è stato detto dopo. E non ultima il modo in cui le due turiste, abusate da quei carabinieri, sono state trattate. Se l'avesse fatto un pregiudicato, sarebbe stato condannato subito, ma siccome sono persone con un posto di privilegio nella comunità bisogna tacere. Scusa per la lunghezza del commento, ma mi sono fatta prendere.

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