martedì 25 novembre 2014

Teaser Tuesdays #74



Miei cari sognalettori, so che ho appena postato Cover Love, ma è martedì e non potevo saltare anche questa settiaman l'appuntamento con Teaser Tuesdays rubrica ideata dal blog Should be Reading. 

Le regole sono semplicissime e tutti possono partecipare e condividere con i propri teaser! 

Ecco le regoline!

  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina ("Teaser")
  • Attento a non fare spoiler!
  • Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


Andiamo un po' a vedere cosa ho scovato io oggi!

Oggi un estratto da "Il tuo meraviglioso silenzio" di Katjia Millay , che sto letteralmente adorando con ogni centimetro del mio essere!

Non sono ancora pronta ad andarmene. Se devo sentirmi rifiutata, voglio essere umiliata fino in fondo. Spero tanto che lasci perdere quella stupida sega e mi dica qualcosa, ma non sembra andare particolarmente di fretta. Con la coda dell’occhio, davanti alla porta laterale dove finisce il bancone, intravedo la sedia a cui l’ho visto lavorare la settimana scorsa. La riconosco dalle gambe, dalle decorazioni che ha inciso minuziosamente su tutte e quattro. Deve averla finita in settimana, e mi domando se l’abbia realizzata su ordinazione o solo per sé. È bellissima, e ogni volta che vedo qualcosa fatto da lui, lo odio un po’ di più. La mia invidia è un essere animato. Si muove, muta, cresce. Come la mia rabbia e il rimpianto di mia madre.
Passo le mani lungo l’arcata dello schienale e m’inginocchio a esaminarne le gambe. I braccioli sono ampi e ricurvi, in linea con la curvatura dello schienale. Mi domando se abbia già iniziato a farne un’altra, perché l’ideale sarebbe averne una coppia. Le mie dita stanno ancora scendendo lungo il lato opposto e, senza rifletterci, mi ci ritrovo seduta sopra, ed è a questo punto che resto colpita dalla perfezione assoluta dell’insieme. Perché questa sedia non è fatta per essere comoda, ma potrei decidere di non alzarmi più. Le braccia sono distese lungo i lati, mi appoggio contro lo schienale, alzo gli occhi e scopro che Josh mi sta guardando. È inquietante il modo in cui mi fissa, per quanto possa essermi abituata alla sua presenza, e quasi mi dispiace che sia così terribilmente attraente, perché è ancora più difficile per me distogliere lo sguardo.
L’espressione sul suo volto è quasi di ansia, ma ha anche un che di malizioso. È lo stesso tipo di sguardo che aveva Clay quando mi ha mostrato il mio ritratto. È in attesa di una mia reazione, del mio consenso. Abbasso gli occhi sulla sedia su cui sono appoggiata e poi li rialzo, ma lui non mi sta più guardando. È di nuovo lì che aggiusta la sega come se ogni cosa fosse ritornata normale, e a quel punto mi è tutto chiaro. Ha fatto in modo di non lasciarmi posto sul bancone per essere sicuro che io notassi la sedia. Perché questa sedia era per me. 
Il pensiero è sufficiente a farmi sollevare all’istante. Lui alza lo sguardo, infastidito dal mio movimento improvviso, e per un attimo restiamo a fissarci. Devo sembrare un animale impazzito, pronto a schizzare via come la prima notte che sono entrata qui. Potrei dire quello che sto pensando, ma non serve. Lui lo sa già.
«È solo una sedia.» Tenta di farmi allontanare dal precipizio.
«Non posso accettarla.» Tento di fargli capire che è assurdo avermela data.
«Perché no?»
«Dovresti venderla.»
«Non ne ho bisogno.»
«Mi rifiuto di accettarla. Dalla a qualcun altro.»
«Hai bisogno di un posto dove sederti. Sono stanco di vederti spostare ogni cosa e di averti tra i piedi quando lavoro. Ora hai un posto tuo. Quindi siediti.» Mi indica la sedia con un cenno del capo e io mi siedo, e la trovo ancora più comoda di quanto non lo fosse pochi istanti fa. Lui si sporge su di me e appoggia le mani sulle mie sopra i braccioli e mi guarda dritto negli occhi, cosa che mi fa sentire piccola piccola.
«È solo una sedia. Smettila di leggerci chissà cosa. Non la vendo e non la darò ad altri. L’ho fatta per te. È tua.» Si spinge via e si raddrizza. Quando le sue mani si staccano dalle mie, mi rendo conto che è la prima volta in assoluto che mi tocca, e vorrei che le rimettesse dov’erano. «E comunque, c’è già il tuo nome scritto sopra.»
«Dove?»
«Guarda sotto. Volevo inciderlo sul retro, dove si vedesse, ma non funzionava.»
Scivolo giù dalla sedia e mi chino il più possibile così da poter ruotare la testa e capire a cosa si riferisce. E così è, non c’è che dire. Lì, sotto la seduta, c’è inciso un sole.
Improvvisamente capisco cosa mi ha dato, e non è una sedia. È un invito, un benvenuto, la consapevolezza che sono ben accetta qui. Non mi ha regalato un posto dove sedermi. Ma un posto dove sentirmi a casa.           
Pagina 330

  



ASPETTO I VOSTRI TEASER!

12 commenti:

  1. Che bello! L'ho comprato e ce l'ho nel Kinder che mi aspetta :)

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  2. Wow! Mi ispira un sacco!!!
    Io al momento sto leggendo 1984 di Orwell a rilento ;) è un po' pesantino come lettura quindi lascio un Teaser breve:
    "A un membro del Partito si richiedono l'assenza di emozioni personali e un entusiasmo perenne. Da lui ci si aspetta che viva di continuo in uno stato fi odio parossistico nei confronti dei nemici esterni e dei traditori interni, di giubilo per le vittorie e di automortificazione davanti al potere e alla saggezza del Partito"

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  3. Mi ispira parecchio questo libro, forse prima o poi arriverà il suo turno finisse solo questo momentaccio!

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  4. lo volevo leggere già prima ma dopo questo teaser STUPENDO lo devo leggere ASSOLUTAMENTE *-* <3!

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  5. Scesi le scale il più in fretta possibile, mi sentivo una sciocca perché avevo reagito come una bambina in preda a un attacco di futili capricci e ferita nel proprio orgoglio.
    Avvertii una presa forte intorno ai miei fianchi. Nico mi aveva raggiunta e mi stringeva a sé, sussurrandomi nell’orecchio: «Resta, non c’è motivo per cui tu te ne vada». Rimasi in silenzio, godendo di quel contatto intimo tra noi e consapevole di aver fatto la figura della stupida. Chiusi gli occhi e assaporai la presenza del suo corpo legato al mio.
    Annuii e mi volsi verso di lui. I nostri visi erano vicini, così vicini da sfiorarsi. (Eilan Moon dal "Il mio lieto fine")

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  6. Opal - J. Armentrout .....(hot hot hot ragazze fa caldo :D)....
    Intorno a noi corpi lucidi, sudati, come se danzassero da anni: era così in posti come quello, quando entravi il tempo volava via.
    Daemon si chinò e ci baciammo a lungo. L’energia si trasferì dal suo corpo al mio e in quelle luci abbaglianti ci perdemmo l’uno nell’altra. Eravamo in perfetta armonia, sincronizzati, mentre quelli intorno a noi non facevano che scontrarsi.
    Quando le sue labbra premettero più forte, mi abbandonai senza perdere il ritmo nonostante fossi senza respiro. I nostri cuori battevano all’ unisono, le mani stringevano, afferravano e, dietro le
    palpebre chiuse, vidi all’ improvviso una piccola luce bianca.
    Prendendogli il volto fra le mani, lo baciai a mia volta. L’energia cominciò a fluire dai nostri corpi come un fiume di luce bianca che si confondeva con le strobo. Tutto intorno, la gente ballava, ignara di quelle scosse di elettricità, caricandosi di energia proprio grazie a noi. Non m’importava. Daemon teneva le mani sui miei fianchi tirandomi a sé, e, prima o poi, saremmo finiti esattamente come quelle coppie nel corridoio.
    La musica forse si era interrotta, non lo so, ma noi eravamo ancora premuti l’uno contro l’altra, intenti a divorarci, e magari più tardi, il giorno dopo o una settimana dopo, avrei provato imbarazzo nel ricordare quella situazione. Ma non ora.

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  7. Estratto da "Fuori Controllo" di Jen Mclaughlin (stupendo *____*)

    Tutto quello che pensavo di sapere su di lei fino a quel momento si era dimostrato sbagliato.Ero così sicuro che si sarebbe rivelata una ragazzina viziata che non faceva altro che spendere, bere e opporsi al paparino.E va bene, forse l'ultima parte era vera, ma c'era di più.Molto di più.Volevo conoscerla meglio.Preferibilmente mentre eravamo nudi nel mio letto.
    No. Il mio lavoro era servire.Proteggere.Mantenere la copertura.E soprattutto?Non toccarla.La cosa brutta era che non sembravo in grado di smettere di pensarci.Per qualche motivo, quella piccola esponente dell'alta società che non era per niente mondana si stava facendo strada nella mia mente, e dovevo trovare il modo di farla uscire prima che fosse troppo tardi.

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  8. Bellissimo. L'ho letto qualche settimana fa.
    Mi ha fatto piangere e mi ha spezzato il cuore.
    Una storia d'amore profonda *-*

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  9. Stupendo. L'ho letto un mese fa. La protagonista è in gamba, forte, ma debole..non lascia trasparire il suo dolore interiore e la sofferenza. Ed anche lui mi ha stupito molto. Non mi aspettavo cosi tanto da questo libro. Sono rimasta sorpresa.

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