venerdì 6 luglio 2012

Recensione, La Sesta Regola, di Alessandro Fusco

Letto negli ultimi giorni La Sesta Regola è l'opera prima dell'autore Italiano Alessandro Fusco, che con questo romanzo da il via alla sua saga Fantasy Il sole di Alur.

Illustrazioni: Alexander Hedera
Autore: Alessandro Fusco
Titolo: La sesta regola
Serie: Il Sole di Alur 
Uscita: Maggio 2012
Editore: Il Ciliegio
Prezzo: 17,00 € 
Pagine: 24
Il mio voto:

Un ragazzo, un mago e una spada, uniti dal compiersi di un’antica profezia. Tutto ha inizio come in ogni leggenda, in cui il bene e il male si affrontano come due mitiche entità al volgere di ogni era. Ma la nuova vita che attende l’adolescente Tèrion a Helthor, centro del culto del dio-sole supremo, non apparirà più la stessa ai suoi occhi, né il mondo che lo circonda retto da un unico ordine prestabilito. In cuor suo, nel profondo della sua coscienza, il vero scontro si rivelerà essere quello fra gli ideali di giustizia e le avversità della vita, la corruzione del suo tempo e la volontà di non cedere sul suo cammino di fede, fino a infrangere la Sesta Regola e scoprire il segreto della sua nascita.

 
La mia recensione 

Oltre a essere il romanzo d'esoridio del giovane autore Alessandro Fusco, La Sesta Regola è il primo di una lunga serie di romanzi fantasy facenti parte dell'epica saga de Il Sole di Alur
Quale lettrice di poche e ben selezionate serie Fantasy, leggasi The Witcher, sono stata affascinata e un tantino disorientata dallo stile favolistico e fortemente fantastico con cui La Sesta Regola è stato scritto; stile che rende difficile il primo approccio con il romanzo per chi non è avvezzo a letture dal sapore fiabesco e poco contemporaneo.
L'universo creato da Alessandro Fusco è intriso di un'aura mistica e antica che lo rende in un tempo incantevole e spaventoso e nasconde tante strade inesplorate che verranno sicuramente sondate nei romanzi successivi.
Notevole il lavoro del talentuoso Alexander Hedera, le cui tavole arricchiscono la storia rendendola ancora più magica e speciale.

Un po' avventuroso un po' libro di formazione, La Sesta Regola ci apre le porte di Ferhaven, insidioso mondo in cui Térion, il giovane protagonista, vive
Gli specialisti dei fantasy apprezzeranno la varietà e diversità degli abitanti di Farehaven che, se pur solo accennati ne La Sesta Regola, non mancano di suscitare curiosità ed emozioni.
La narrazione è in terza persona e al passato storico e la voce imperante nel romanzo è quella del narratore onniscente che, pur illuminando il lettore sulle dinamiche di Farhaven, a volte rallenta un tantino l'azione spezzando il ritmo della storia.  Tuttavia il romanzo non manca di colpi di scena e, a detta dell'autore, i prossimi capitoli della saga presenteranno minori incursioni da parte del narratore.

Quello raccontato da Alessandro Fusco nel suo primo romanzo è un viaggio di formazione che vede il tredicenne Térion al centro di avventure e incontri a cui, complice la sua giovane età e la purezza del suo spirito, non è di certo preparato. Ancora intrappolato in quel limbo tra l'infanzia e l'adolescenza, Térion dovrà affrontare un tortuoso percorso che lo porterà laddove la sua giovane vita ha avuto inizio.
Térion, orfano dal passato sconosciuto, sarà in un certo senso costretto a intraprendere una straordinaria avventura in sella al suo destriero Biancomanto. E, tra incontri pericolosi e amicizie destinate a durare per sempre, imparerà sulla propria pelle come il mondo realmente gira. Ma, soprattutto, scoprirà la verità sulla propria appartenenza e sulla profezia che lo vede come protagonista.

La Sesta Regola è un libro molto introduttivo con cui l'autore ci presenta il dettagliato universo a cui ha dato vita. Le molte le figure Fantastiche che in questo romanzo fanno solo da comparsa, lasciano intendere il grande lavoro di costruzione e caratterizzazione che Alessandro Fusco ha compiuto per questa serie.
Tuttavia la presenza del narratore onniscente allontana un po' il lettore dalla totale immersione nel mondo del protagonista e una maggiore attenzione alla formula "mostrare, non dire"avrebbe certamente giovato al risultato finale.
Essendo il primo romanzo di una serie decisamente articolata, una maggiore dose di azione e un'ancor più profonda attenzione per il personaggio di Térion, avrebbero indubbiamente contribuito all'immedesimazione del lettore, che a volte si ritrova a essere un semplice spettatore. Da avida lettrice ammetto che avrei apprezzato maggiormente l'opera se i primi due libri fossero stati un unico volume!

Verdetto: l'avvincente principio di una storia incantata

2 commenti:

  1. Che dire, ci hai preso davvero a fondo Glinda. Conosco i limiti del narratore onnisciente (per un lettore come me più che altro di classici dell'Ottocento fu una scelta del tutto spontanea), che tuttavia, nel bene e nel male, ho voluto lasciare quasi inalterato in fase di editing. Sei inoltre la seconda persona che parla di due libri in uno: neppure sbagliata come idea, se non fosse che 550 pagine insieme l'Editore non le avrebbe mai pubblicate, purtroppo anche in conseguenza dell'alto prezzo di copertina. Davvero complimenti per le riflessioni e la lettura che ne hai dato. La tua fama è meritata.

    Ale

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