venerdì 4 febbraio 2011

Recensione: Demetrio dai Capelli Verdi di Marco Mazzanti

Oggi recensirò per voi Demetrio dai Capelli Verdi, un romanzo di formazione che mi è stato gentilmente inviato dal giovane autore, Marco Mazzanti. Ambientato in tempo lontano, questo romanzo ci conduce nell'animo di un ragazzo molto particolare, che attraverso le proprie avventure apprenderà le gioie e i dolori dell'essere umano.

Autore: Marco Mazzanti
Editore: Eiffel
Prezzo: 14,00 €
Pagine: 288
Il mio voto:

Nel pieno degli anni Sessanta dell'Ottocento, in un paese che sull'esempio occidentale guarda con curiosità alle nuove scienze e alle novità della tecnica, ma che ancora si dimostra visceralmente attaccato alle credenze, alle voci e ai fantasmi della terra più profonda, il pittore Joan Marcel incontra Demetrio.
Demetrio ha i capelli verdi e la pelle bianchissima, che al sole si adorna di misteriosi segni e ghirigori che ricordano i tatuaggi tribali di certe popolazioni dei Mari del Sud.
Il rapporto tra i due uomini è particolare e assai chiacchierato, ma la novità di un nuovo incontro, quello con una "rosa", predetto da una gitana, incrinerà l'armonia della loro fratellanza; le strade di Demetrio e di tutti coloro che fanno parte della sua vita si scinderanno, conducendo a destini incrociati e conseguenze sconvolgenti.

La mia recensione 

Demetrio è un ragazzo diverso, il suo aspetto porta la gente di Sòfiar a guardarlo con occhi curiosi e una critica a fior di labbra. Nessuno sembra voler essere suo amico, nessuno sembra riuscirsi a fidare di lui, nessuno a parte Joan Marcel, pittore e insegnante che ha accolto il giovane Demetrio nella sua casa e nella sua vita senza esitazione alcuna.  Fratelli, amici, e forse anche amanti, i due ragazzi condividono la passione per l'arte e la pittura senza curarsi delle malelingue che li additano come perversi. 

Demetrio, che non ha memoria del suo passato e della sua infanzia, ha i capelli verdi e la pelle così chiara da sembrare trasparente, e il suo aspetto fa pensare a una creatura dei boschi. Ma il suo cuore batte e pulsa sangue umano in tutto il corpo, alimentando desideri di realizzazione e conoscenza che sembrano lontani e irraggiungibili per il ragazzo. Poi però qualcosa si frapporrà tra Demetrio e il suo migliore amico, un amore straziante che spingerà il protagonista ad abbandonare Joan Marcel per gettarsi a capofitto nella vita. Non senza dolori, Demetrio si immergerà nel mondo, cercando di sopravvivere alla natura umana, che scoprirà, non essere candida come il suo cuore. Così avrà inizio un viaggio lungo e tortuoso, che condurrà il lettore tra le vie della crescita morale e sentimentale del protagonista di questo romanzo.
Demetrio cercherà le sue origini e il suo posto nel mondo, facendo la conoscenza di personaggi sempre diversi e ben definiti, ognuno a rappresentare una particolare caratteristica dell'animo umano. 


Il personaggio di Demetrio è complesso e articolato, non è solo il suo aspetto a renderlo diverso dal resto degli esseri umani, perchè il giovane ha dei doni che nemmeno lui sa ben definire. Ogni notte sogna luoghi sconosciuti in cui si parlano lingue strane e mai sentite prima, uno mondo del futuro triste e ferroso. Demetrio cela più segreti di quanto si potrebbe pensare, e il corso della storia, specialmente sul finale, rivelerà verità molto importanti che per alcuni lettori saranno delle conferme, mentre per altri saranno delle sorprese, piacevoli e non. Il finale è aperto, e lascia la possibilità di spaziare con la mente sul destino di Demetrio, e forse anche sulla speranza che ci saranno altri romanzi che lo vedranno come protagonista.

Ben scritto e fluido, Demetrio dai capelli verdi è un romanzo non Fantasy ma Fantastico, dove l'elemento fiabesco non passa mai in secondo piano. Tuttavia la figura del protagonista, molto candida e ingenua, risulta a tratti esageratamente marcata, quasi Demetrio fosse un bambino e non un uomo di 25 anni. Forse è questo l'aspetto che affascina di più il lettore, ma a mio parere a volte viene esasperato dalle reazioni fanciullesche di Demetrio, da cui in certi momenti ci si aspetterebbe una presa di coscienza maggiore.
Certamente le capacità di Mazzanti quale scrittore sono buone e si vede, ma avrei preferito che il linguaggio usato per narrare le vicende di Demetrio fosse meno aulico e ricercato, più diretto. Questo è naturalmente il mio gusto personale, perchè è bene sottolineare che non si trovano errori lessicali o grammaticali nella scrittura dell'autore, anzi, è eccezionalmente classica e poetica.
Una nota negativa va al finale, che purtroppo non è conclusivo ma fin troppo aperto,  cosa che soprattutto considerato che non si sa se ci sarà un altro libro che vedrà come protagonista Demetrio, può risultare fastidiosa.


Verdetto: consigliato a un pubblico adulto amante dei classici e fiabeschi.

3 commenti:

  1. Glinda da quando ti ho conosciuto la mia ammirazione per la dedizione a questo tuo lavoro mi sorprende sempre più. Complimenti e buona serata

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  2. Simo mi fai arrossire! Sei adorabile, davvero grazie!

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  3. Non ho letto questo libro, ma so per esperienza che i romanzi di formazione fanno spesso da "pomo della discordia", perchè pur essendo un genere rivolto a una grande fascia di pubblico, riescono a conquistare facilmente il cuore di chi si rispecchia nel percorso vissuto dal personaggio principale, altri che invece non ne vengono toccati e trovano lo stesso romanzo insignificante e vuoto.

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